Ultimo aggiornamento 22.05.2026 - 12:08
Mariangela Parenti

Mariangela Parenti

Nel corso di un evento organizzato a Roma presso la la Scuola Nazionale dell’Amministrazione, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, IFEL, ITACA, SNA, in collaborazione con ANAC, CONSIP e la Rete degli Osservatori Regionali dei contratti pubblici, hanno presentato l’indagine 2025. 

Nell’ambito dell’Osservatorio Nazionale RUP, istituito all’interno del Piano Nazionale Formazione Appalti - PNRR Academy, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, IFEL, SNA, ITACA, in collaborazione con ANAC, CONSIP e la Rete degli Osservatori regionali dei contratti pubblici, hanno realizzato l’Indagine RUP 2025, volta a raccogliere, attraverso un questionario e focus group, indicazioni da parte dei Responsabili Unici del Progetto italiani in merito alla gestione degli appalti e delle concessioni di lavori pubblici, forniture e servizi e all’attuazione degli interventi, anche alla luce delle innovazioni introdotte dal decreto correttivo (d.lgs. n. 209/2024).

Il Rapporto è disponibile qui per il download.

Osservatorio RUP 2025 – I risultati

I RUP che hanno risposto al questionario sono stati 6.386, con una prevalenza di competenze di tipo tecnico (48% del totale). La restante percentuale si divide tra competenze indicate come genericamente amministrative (28%), giuridiche (13%), economiche (6%) o ancora diverse (5%). Il 53,7% dei RUP rispondenti al questionario è in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione. Tale percentuale è più elevata nel settore dei lavori (78,8%) rispetto a quella riscontrata per i servizi e le forniture (50,4%). Nell’indagine gli intervistati dichiarano prevalentemente di operare nell’ambito di forniture (55% dei rispondenti) e di lavori (44%) ed in numero inferiore di servizi tecnici attinenti lavori pubblici (33%) e servizi diversi da questi (39%). La domanda era a risposta multipla.

L’83% dei RUP rispondenti ritiene che il recente correttivo Dlgs 209/2024 abbia risolto criticità del Dlgs 36/2023. Ad un anno di distanza si sono ridotte soprattutto le criticità relative alla digitalizzazione; i principali miglioramenti segnalati dai RUP nel 2025 rispetto alle criticità dell’Indagine RUP 2024 riguardano l’utilizzo delle piattaforme certificate per la digitalizzazione della fase di affidamento e di esecuzione.

Quanto all’impatto della digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti pubblici sull’organizzazione delle stazioni appaltanti, il 15% dei rispondenti ha valutato che non ci sia stato alcun effetto rilevante perché nella stazione appaltante di appartenenza il processo di digitalizzazione era già avanzato. Un 11% di rispondenti ha ritenuto, invece, che si sia resa necessaria una riorganizzazione complessiva della digitalizzazione degli appalti e delle concessioni nella stazione appaltante di appartenenza che tra gli effetti ha comportato il reclutamento di personale specializzato e il ridisegno dell’architettura complessiva della digitalizzazione.

In tema di fabbisogno formativo, i partecipanti hanno evidenziato l’esigenza di formazione nei seguenti ambiti specifici: utilizzo della Gestione informativa digitale delle costruzioni (BIM), utilizzo dei CAM, gestione delle riserve, concessioni, project management, contenzioso e soluzione delle controversie, revisione dei prezzi, coperture assicurative per RUP/tecnico interno.

Continua il trend positivo dal 2023 al 2025 in termini di maggiore partecipazione a corsi di formazione. Soltanto il 6,5% dei rispondenti non ha partecipato a formazione in materia di contratti pubblici nell’ultimo anno (nell’indagine del 2024 la percentuale era del 13% e nell’indagine 2023 era del 25%). Nonostante la netta maggioranza di rispondenti abbia acquisito competenze in ambito giuridico (65%), la richiesta di approfondimenti nella formazione riguarda in misura prevalente sempre tale ambito di competenze (48%).

Il Rapporto è disponibile qui per il download.

Leggi in allegato la sintesi per la stampa. 

Nell'ambito dell'Osservatorio Nazionale RUP, istituito all’interno del Piano Nazionale Formazione Appalti - PNRR Academy, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, IFEL, SNA, ITACA, in collaborazione con ANAC, CONSIP e la Rete degli Osservatori regionali dei contratti pubblici, pubblicano il volume “Osservatorio RUP 2025 - Criticità e fabbisogni formativi".

La terza edizione del presente Rapporto ha permesso di mettere a fuoco, alla luce delle novità introdotte dal nuovo Codice e dal Correttivo, le criticità che ancora incontrano i RUP italiani nelle diverse fasi dei progetti che seguono direttamente e i fabbisogni formativi in risposta ai quali creare percorsi ad hoc proprio all’interno della stessa Convenzione che ha permesso la realizzazione di questo studio.
Si è tenuto martedì 17 giugno 2025 un incontro promosso da Invimit SGR, società interamente detenuta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, dedicato alla presentazione degli strumenti operativi messi in campo dalla SGR a supporto della gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico degli enti.

All’incontro, riservato ai comuni con popolazione superiore ai 40mila abitanti, sono intervenuti Valeria Andreani, Dipartimento supporto ai Comuni e politiche europee IFEL, Stefano Mantella, DG Direzione III – Valorizzazione del patrimonio pubblico del Ministero dell'economia e delle finanze, Domenico Flamini, Fund Manager di Invimit SGR e Scalera Stefano, AD Invimit SGR.

Per informazioni scrivi a:  . 

GUARDA QUI IL VIDEO INTEGRALE 

Aggiornamento: la compilazione dell'indagine Lavorare in Comune è stata prorogata fino al 7 settembre 2025. 

IFEL, nella sua attività di ente di ricerca sui fenomeni economici-finanziari locali, analizza dal 2012 le dinamiche del personale dei Comuni pubblicando un Rapporto annuale (l’ultima edizione è disponibile qui).

In questo quadro, stiamo integrando le fonti statistico-contabili con una indagine, rivolta esclusivamente al personale comunale in servizio, sui fattori che determinano la scelta di entrare e di rimanere a lavorare in Comune.

Per partecipare alla rilevazione si può rispondere dal 19 giugno fino al 7 settembre 2025 al questionario anonimo disponibile qui.

La durata stimata per la compilazione del questionario è di 2 minuti.

I risultati, trattati in forma aggregata, confluiranno in un report a cura della Fondazione di cui si darà diffusione attraverso tutti i canali dell’Istituto.

Qualora riscontrasse problemi o difficoltà nella compilazione del questionario scrivere a:  specificando sempre il nome del proprio ente di appartenenza.

Le informazioni raccolte attraverso il questionario saranno trattate da IFEL, in forma anonima ed aggregata, per finalità statistiche, garantendo idonee condizioni di sicurezza. Per qualunque ulteriore informazione sul trattamento delle informazioni anonime: 

Il 10 giugno 2025 si è svolta la seconda edizione del seminario di studi “Tras.Par.I – Trasparenza. Partecipazione. Inclusione” presso la Società Dante Alighieri a Roma. La giornata ha offerto un’importante occasione di confronto su due temi di spiccata attualità nel Paese: il rapporto complesso tra intelligenza artificiale, trasparenza e inclusione sociale, e le potenzialità di una regolamentazione organica e trasparente delle attività relative al fenomeno del lobbying.

Prima sessione: AI e trasparenza, quale equilibrio?

Nel corso della prima sessione, i relatori e le relatrici hanno analizzato le conseguenze dell’intelligenza artificiale sui sistemi di trasparenza e inclusione dei cittadini sotto diversi punti di vista. L’intelligenza artificiale sta rappresentando un cambiamento già in atto nella pubblica amministrazione, portando con sé importanti opportunità - come la riduzione dei tempi e la semplificazione di alcune fasi dei procedimenti amministrativi - ma anche potenziali minacce, tra cui la sostituzione delle persone da parte delle macchine in alcuni lavori. Le tecnologie stanno trasformando profondamente e rapidamente il modo di vivere e di lavorare delle persone quindi anche, delle amministrazioni pubbliche. Per questo motivo, è emersa la chiara consapevolezza che l’adozione delle tecnologie debba essere accompagnata da una solida capacità critica e analitica, sia da parte degli utenti che della cittadinanza nel suo complesso. In particolare, è stata più volte sottolineata la necessità di un utilizzo dell’AI – tanto a livello nazionale quanto internazionale – che tuteli sia la partecipazione democratica che la responsabilità civica, promuovendo una diffusa “alfabetizzazione civica”.

Seconda sessione: il “lobbying” in Italia alla prova della trasparenza

Il focus della seconda sessione è stato dedicato all’analisi del contesto attuale del lobbying in Italia. Le diverse posizioni espresse dai partecipanti al panel hanno contribuito a restituire un quadro articolato del fenomeno. Alcuni interventi hanno sottolineato come la professione sia già regolata da criteri di trasparenza, correttezza e rispetto delle regole nella rappresentanza degli interessi, che è sempre distinta e indipendente rispetto al decisore pubblico. Mentre, alcuni interventi hanno evidenziato spazi di miglioramento per potenziare la partecipazione dei rappresentanti degli interessi particolari al processo legislativo, richiamando l’urgenza di una regolamentazione reale ed efficace del fenomeno, che includa non solo registri pubblici, ma anche agende aperte dei decisori pubblici. In ogni caso, solo una regolamentazione efficace e organica del fenomeno del lobbying può essere in grado di rendere visibili e trasparenti agli occhi dei cittadini gli interessi particolari che influenzano legittimamente la formazione delle decisioni pubbliche in un sistema democratico avanzato.
Ci si è infine soffermati sulle positive conseguenze di un corretto uso delle nuove tecnologie, accompagnato da una specifica educazione digitale della cittadinanza, come strumento anche per accrescere e valorizzare il principio di trasparenza per un controllo civico e diffuso, soprattutto per quanto concerne il fenomeno del lobbying.

Guarda il video integrale della giornata e scarica le presentazioni dei relatori qui.

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