Ultimo aggiornamento 11.03.2026 - 9:29
Mariangela Parenti

Mariangela Parenti

Sono ufficialmente aperte le iscrizioni al Master Universitario di II livello: "Metodi e tecniche per il governo di territori resilienti. Verso la gestione integrata dei rischi", promosso Politecnico di Torino. C'è tempo fino al 12 aprile per candidarsi al percorso che mira a formare professionisti esperti in pianificazione, gestione del progetto di territori resilienti. 

Il Master 

La resilienza dei territori agli impatti ambientali e alle sfide socio-economiche della transizione in atto è tema di frontiera per le decisioni politico-istituzionali che richiedono nuove competenze e tecniche.

In linea con i contenuti delle strategie internazionali per lo sviluppo sostenibile e per l'adattamento ai cambiamenti climatici, il master vuole formare esperti in grado di utilizzare i principali metodi, tecniche e strumenti per la gestione adattiva, integrata ed evolutiva del territorio di fronte ai rischi e alle sfide esterne causate da cambiamenti ambientali, ecologici, economici e sociali. 

Il Master ha durata annuale e, il monte ore complessivo, sarà ripartito in lezioni, seminari e tirocinio. Le lezioni si svolgono principalmente online e, per permettere anche ai lavoratiori di frequentare i corsi, si terranno il venerdì e il sabato.

Obiettivi formativi

Il Master è aperto a 25 partecipanti ed è rivolto a tecnici delle pubblici amministrazioni e liberi professionisti che abbiano conseguito la laurea magistrale in Ingegneria, Architettura, Pianificazione Territoriale, Scienze Agrarie, Ambientali, Biologiche, Forestali, Geologiche, Naturali, Fisiche, Economiche e Giuridiche.

Il percorso didattico propone metodi e tecniche, sviluppati dal Centro Interdipartimentale Responsible Risk Resilience (R3C) del Politecnico di Torino, per l’analisi delle vulnerabilità e per la valutazione della capacità di risposta dei territori ai rischi naturali e antropici nella prospettiva di resilienza e sostenibilità.

Il Master è supportato da diversi attori del territorio, istituzioni e associazioni interessate ad ospitare gli studenti per i loro tirocini ed è sostenuto da 3 borse INPS rivolte al personale dipendente delle pubbliche amministrazioni a copertura della quota di partecipazione.

Come iscriversi

Le candidature per la partecipazione al Master dovranno pervenire unicamente tramite il portale Apply@PoliTo entro e non oltre il 12 aprile 2024 ore 14.00,  pena esclusione dal processo di selezione. Le candidature pervenute entro la data indicatasaranno successivamente esaminate dal Servizio Master, Formazione Continua e Challenge per la verifica del rispetto dei requisiti di ammissione.

Per ulteriori informazioni sul Master, programma dettagliato, docenti e modalità di iscrizione, è possibile consultare la pagina Ufficiale del corso, a questo link.

 

Dopo le relazioni tecniche sulle prospettive delle entrate comunali la riflessione del Sindaco di Palermo, Vice Sindaco di Roma e l’assessore al Bilancio del Comune di Napoli. 

Nel confronto pomeridiano della sessione dedicata al futuro delle entrate comunali, confronto moderato da Francesco Cerisano di ItaliaOggi le opinioni di Roberto Lagalla, Sindaco del Comune di Palermo, Silvia Scozzese, Vice Sindaco e Assessore al Bilancio Comune di Roma Capitale e Pier Paolo Baretta, Assessore al Bilancio Comune di Napoli. 

Raccontando l’esperienza a Napoli come assessore nella riscossione dei tributi locali Baretta ha raccontato che “la stragrande maggioranza dei cittadini intercettati ha risposto con la richiesta di rateizzazione massima. Tutti hanno capito che è cambiato il giro e hanno chiesto di rateizzazione”. Nella lotta all’evasione fiscale, ha poi aggiunto che “è necessario organizzare una gestione informatizzata di banche dati che dialoghino tra loro su una piattaforma alternativa a basso costo e che implichino l’utilizzo di meno risorse umane”. Parlando di interlocuzione tra centro e periferia, poi, il professore ha affermato che “il rapporto tra lo Stato e i comuni è di tipo autorizzativo con controlli, concessioni ed aiuti nel caso”.

Il Sindaco di Palermo, invece ha ribadito che su autonomia che “bisognerà lavorare molto sui fondi di perequazione e penso sia necessario dare garanzie di mantenimento di  una percentuale riservata di fondi extracomunali, quindi fondi di investimento alle Regioni del Sud, e credo che sia un dibattito che vada fatto a livello politico anche nella maggioranza di centrodestra  che certamente non può e non trascurerà questi aspetti". In merito all’esperienza a Palermo, invece Lagalla ha descritto ai presenti le operazione economico finanziarie di risanamento del bilancio. “Va restituita una maggiore fiducia, pur nella rigorosità dei controlli nazionali, alle istituzioni locali che conoscono meglio la storia dei territori e le criticità come nella riscossione dei tributi e nella lotta all’evasione”.

Non ultima Scozzese che ha raccontato come è possibile riuscire a fare una buona riscossione come è avvenuto a Roma soprattutto con la Tari. “Tra le regole condivise tra Stato e città  - ha spiegato - quella fondamentale è che il mondo delle entrate e il mondo della contabilità, della ragioneria, devono necessariamente dialogare tra loro  e parlare una lingua comune. Quindi dal governo, istituzioni ad ogni ordine e grado fino ai comuni è necessaria una collaborazione costante in modo che ciascuno faccia la sua parte nell’interesse generale”.

Queste le conclusione del Presidente ANCI e Sindaco Comune di Bari, Antonio Decaro, in chiusura dei lavori: "Le nuove regole europee non obbligano nessuno Stato membro a applicare restrizioni agli enti locali. Se ci saranno tagli, sarà non solo per colpa dell'Europa o delle scelte dei Comuni ma per scelte politiche. Il mantenimento delle risorse comunali va considerata una priorità di politica finanziaria del Paese. Se questo non sarà rispettato saranno a rischio i servizi per le fasce più deboli. La stabiità dei Comuni è una garanzia di sviluppo per tutto il Paese". 

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La riflessione nel pomeriggio della XII Conferenza annuale di IFEL ha riguardato il futuro delle entrate comunali anche alla luce dell’attuazione della nuova delega fiscale

La relazione introduttiva della seconda sessione di lavoro della XII Conferenza annuale di IFEL è stata affidata a Francesca Proia, Responsabile Ufficio Entrate e riscossione Fondazione IFEL. “Il ruolo della fiscalità locale deve essere riportato al centro del dibattito e la manovrabilità della leva fiscale deve rimanere alla base dell’autogoverno locale. L’attuazione della delega fiscale può rappresentare l’occasione giusta”, ha dichiarato Proia auspicando che “il riassetto delle entrate dovrebbe assicurare un margine positivo di comparto, cioè maggiori risorse a disposizione dei Comuni nel loro insieme per stabilizzare l’inversione di tendenza che, dopo i tagli del decennio scorso, vede ora una ripresa di erogazioni correnti ma quasi sempre vincolate a maggiori servizi (asili nido, sociale, trasporto studenti con disabilità)”. Necessarie, quindi, “azioni positive come la piena interoperabilità delle banche dati pubbliche detenute dalle agenzie fiscali pubbliche e dagli enti previdenziali e, in generale, da tutti gli organi pubblici, la ripresa, prevista dalla Delega, delle forme di cooperazione tra lo Stato e gli enti locali, la predisposizione, di sistemi di riscossione più efficaci, proporzionati e tempestivi di quelli fin qui adottati”.

“Le sfide generali dalle variabili generate dalla delega fiscale sono enormi e tante sono le novità. La rivoluzione in atto del sistema normativo in corso forse è poco percepita da chi amministra oggi gli enti locali perché riguarda il futuro. Questa riflessione può quindi essere utile per cercare di spiegare quale sia l’impianto delle norme innovate e sia l’impatto concreto nei territori”. Questi, invece, i contenuti principali della relazione tenuta da Angelo Cuva, Professore di Diritto Tributario Università di Palermo, Coordinatore Tavolo Tecnico “Fiscalità e bilanci degli Enti Locali” Città Metropolitana di Palermo

“Partendo dalla delega fiscale è emerso che bisogna conciliare la delega fiscale con il federalismo fiscale ma non è semplice – la riflessione di Giovanni Spalletta - Direttore Generale del Dipartimento delle Finanze Ministero dell’Economia e delle Finanze – “Quindi il problema da districare è mantenere la leva fiscale agli enti locali con i principi stabiliti dalla nuova delega dialogando fra istituzioni. Sul piano pratico, la delega contiene principi che indicano ai comuni come utilizzare al meglio riscossione, le banche dati, l’efficientamento degli strumenti da utilizzare per il raggiungere il risultato fiscale di riscuotere il giusto e non di più”.

Massimo Bordignon, Professore ordinario di Scienza delle Finanze Università Cattolica di Milano, ha invece incentrato il proprio intervento sulle entrate degli Enti locali e sul sistema di riscossione. “Resta il puzzle discusso sulla relativa semplicità dell’imposizione – ha spiegato il professore - I comuni incassano in media solo il 78% dei propri tributi, e il 10% meno del 55%). C’è un forte discrimine territoriale (Nord vs tutto il resto) e il reddito (pro-capite Irpef) è un forte predittore della capacità di riscossione comunale. Ma c’è evidenza anche di rendimenti de-crescenti di scala; a parità di condizioni e anche in contesti molto ristretti, comuni di maggior dimensione incassano di meno”.

“Un supporto digitale e intelligente per migliorare la capacità dei comuni di riscuotere i tributi locali”. Così infine Angelo Rughetti, Responsabile Osservatorio sugli Investimenti Comunali Fondazione IFEL, che ha specificato come “sia necessario fare un salto di qualità e fornire le risorse tecnologiche per elevare la capacità degli enti e la competenza degli addetti. Il PNRR ha investito risorse importanti sulla digitalizzazione di alcuni servizi ed è auspicabile che la legge di delega fiscale sia accompagnata anche da un piano di investimento per rendere operative le nuove disposizioni. Più i comuni sono in grado di far pagare i tributi più la pressione fiscale può scendere”.

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Il Presidente IFEL tira le fila del confronto mattutino della XII Conferenza IFEL sul futuro degli enti locali alla luce delle regole del nuovo patto di stabilità europeo

“Sulla partita in corso nel nuovo patto di stabilità europeo chiediamo con forza di essere preservati avendo un ruolo fondamentale di tenuta per il paese”, queste le conclusioni di Alessandro Canelli, Presidente IFEL della I sessione dei lavori della XII Conferenza IFEL sulla finanza locale.

“I Comuni – ha ricordato il Sindaco di Novara - hanno già assicurato un rilevante contributo al risanamento della finanza pubblica, contributo sproporzionato rispetto al peso del comparto sulla finanza pubblica nel suo insieme (7,4% della spesa) e sul debito della PA (1,3%): nel complesso 14 mld. di euro, di cui di tagli alle risorse per 8 mld di euro e 6 mld. di accantonamenti annuali al Fondo crediti di dubbia esigibilità”.

“La fuoriuscita, poi - ha proseguito Canelli - dal PNRR di oltre 10 mld. di euro, già assegnati ai Comuni e in gran parte già oggetto di attività di progetto, non può che destare grande preoccupazione. Una buona parte della riuscita del PNRR si basa sulla fiducia tra i diversi livelli istituzionali e sulla snellezza delle procedure. È quindi urgente: la formalizzazione delle fonti di finanziamento alternative delle misure in tutto o in parte non più PNRR, e penso alle piccole e medie opere, alla rigenerazione urbana, Piani urbani integrati oltre a mantenere gli stessi regimi giuridici e procedurali propri degli interventi PNRR applicabili, assicurando tutte le semplificazioni attualmente in vigore. Inoltre è fondamentale anche assicurare meccanismi contabili e di erogazione dei contributi analoghi a quelli (faticosamente) attivati, anche alla luce delle programmazioni pluriennali che gli enti hanno potuto fare sulle misure PNRR”.

“Infine, sul fronte della riscossione – ha concluso il Responsabile della Finanza locale dell’Anci – sono necessari dei passaggi riformatori indispensabili, penso ad accertamenti attraverso l’incrocio di banche dati condivise, penso a processi di semplificazione amministrativa, anche attraverso maggiore collaborazione tra livelli istituzionali e agenzie, o al miglioramento dei sistemi di pagamento on line per i cittadini affinché pagando tutti le tasse se ne paghino meno”.

Da parte di IFEL c’è grande lavoro e capacità di porre proposte e iniziative che vengono tramutate in atti significativi che consentono di migliorare i testi e la discussione parlamentare – così invece Roberto Pella, Vicepresidente Vicario ANCI in apertura della II sessione dei lavori pomeridiani - Quest'anno la conferenza si colloca in un momento delicato, sia a livello internazionale, che nazionale col periodo denso di insidie per la tenuta dei conti pubblici anche alla luce dei patti di stabilità europei.

I comuni ha dato un contributo sproporzionato rispetto al resto del comparto della pubblica amministrazione. Nel complesso hanno dato tanto anche in termini di investimenti pubblici e rilancio della ripresa economica del Paese anche al di là delle risorse legate al Pnrr. Il grande rilancio conferma quanto sia oramai attuale la legge sull’autonomia in cui grande spazio sarà riservato ai comuni protagonisti. Difatti, l’attuazione della delega fiscale costituisce una prospettiva più dinamica e riformatrice della forte cooperazione tra Stato e comuni. Giochiamoci questa partita che sarà il futuro dei territori”. 

Per quanto riguarda i tributi degli enti territoriali, sottolinea infine, Maurizio Leo, Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, la delega è strutturata in parti, una prima parte che riguarda i principi nel cui ambito sono racchiuse tutta una serie di previsioni che attengono nello specifico alla fiscalià degli enti territoriali. In questa parte abbiamo messo in evidenza che tutti i provvedimenti saranno adottati devono essere coerenti e realizzati  d'intesa con la Conferenza Unificata. Guarda il video dell'intervento.

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Dopo le relazioni tecniche sulle nuove regole del patto di stabilità europeo la riflessione dei primi cittadini e assessori di Torino, Rieti, Genova, Caltanisetta e Anci Lombardia

“Stiamo discutendo in questi giorni di autonomia e ciò rende ancora più necessario avere regole certe. Abbiamo bisogno come comparto di questo quadro di regole certe e stabili, non figlie di cambi di paradigmi e scelte partitiche che creano solo incertezze a cominciare dalla predisposizione dei bilanci”. Così Stefano Lo Russo, Sindaco Comune di Torino nel dibattito moderato da Gianni Trovati del Il Sole 24 Ore dedicato alle nuove regole legate al patto di stabilità europeo e che avranno ricadute sui bilanci dei comuni. “Sul tema delle autonomie  - ha precisato - sono un laico e lo dico con franchezza. Ci si metta però d’accordo sul riparto delle risorse in modo da non svantaggiare nessuno. Ad esempio il tpl è mediato dalle regioni ma l’ultima catena è il sindaco. Si introduca all’elenco della filiera delle autonomie quella dei comuni facendo ordine sui criteri decisionali dei vari livelli di governo. Noi siamo disponibili a ragionare con tutti oltre alla bandiere politiche o dei partiti”.

“Abbiamo bisogno di reggere in termini di capacità di spesa per la parte corrente dei bilanci ma è ormai necessario mettere mano ad una vera e propria fase costituente coesa per costruire stabilità pluriennale ed essere all’altezza del sfide dei prossimi anni”. Questo invece il commento di Mauro Guerra, Presidente ANCI Lombardia e Presidente Commissione Finanza Locale ANCI che è esordito dicendo che “il tema è la sostenibilità dei bilanci dei Comuni a cominciare dalla tenuta della spesa sociale con i comuni che fanno sempre più fatica ad affrontare viste le nuove fragilità. Se ragioniamo sul nuovo patto europeo dobbiamo ragionare sul contributo che i comuni hanno dato nell’ultimo decennio e continuano ancora a dare frutto dei i vincoli che si sono creati”.

Daniele Sinibaldi, Sindaco Comune di Rieti, dopo aver commentato che è necessario regolamentare meglio e in modo più efficace l’Fcde ha raccontato l’esperienza del piano di riequilibrio del comune nonostante il territorio sia stato colpito dal sisma e poi dal Covid. “Per quanto riguarda la capacità di riscossione – ha dichiarato - degli enti locali molti ci chiedono più coraggio nella gestione ma non credo sia questa la chiave se non si interviene invece sull’intero sistema spesso inefficiente”.

Anche Pietro Piciocchi, Vice Sindaco e Assessore al Bilancio Comune di Genova e Ivan Giuseppe Rando, Assessore Finanze Comune di Caltanissetta, hanno raccontato la gestione economico-finanziaria degli enti che amministrano. Per Rando “i Sindaci sono coraggiosi nell’affrontare le problematiche quotidiane dei comuni, ad iniziare dall’utilizzo della leva fiscale che incide direttamente nella vita dei cittadini. Le scelte fatte a monte dal Governo ricadono infatti a cascata sui territori”.  Piciocchi invece ha descritto gli interventi che l’amministrazione sta mettendo in campo in città. “In tema di perequazione, il sistema è evoluto a mio parere ma sconta però il fatto che non sono chiari i costi delle funzioni e non c’è un’analisi seria dell’impatto che hanno sui bilanci”, ha dichiarato.

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