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Galeone: Le aree interne non sono un cardellino in miniera ma laboratori per il nostro futuro

  • 31 Mar, 2023
Pubblicato in: Ifel Informa
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“Il Mondo Dopo”. Parte a Roma il ciclo di eventi promosso con la Fondazione Ottimisti & Razionali. Prossimi eventi a Napoli, Torino e Palermo

“Abbiamo avviato una collaborazione con la Fondazione Ottimisti e Ra zionali perché molti dei temi che trattiamo rimangono dentro ambiti specialisti o dentro reti istituzionali. E’ bene che quei temi, invece, vengano trattati lì perché hanno bisogno di analisi competenti e di decisioni avvedute. Ma non è bene che rimangano rinchiuse perché sono questioni pubbliche che analizziamo nell’interesse dei cittadini italiani. Questo è uno di quei temi che richiede un dibattito aperto e la consapevolezza di una cittadinanza multilivello”. Così Pierciro Galeone, Direttore di IFEL, al primo evento previsto del ciclo di eventi promosso con la Fondazione Ottimisti & Razionali. Prossimi eventi programmati a Napoli (formazione e competenze del personale della PA), Torino (transizione digitale e SSN) e Palermo (Pnrr).

“L’Italia, come quasi tutta l’Europa, è un territorio storicamente ad alta densità di popolazione – ha spiegato il direttore Galeone - e per la maggior parte costituito da aree interne che svolgono un po’ il ruolo del cardellino nelle miniere. I minatori, ricordo, portavano nelle miniere uncardellino in gabbia. L’uccello è sensibile, più dell’uomo, al metano e al monossido di carbone. Morendo dava l’allarme. Nell’ “inverno demografico” italiano i piccoli comuni delle aree interne svolgono la funzione del cardellino. E ci mettono in allarme. L’Italia è il Paese più vecchio d’Europa: nel 2022 il 23,8% della propria popolazione ha più di 65 anni mentre la media dell’UE è pari al 21,1%.”.

Durante l’incontro intitolato “I Margini al Centro”, alla presenza degli autori Francesco Monaco e Walter Tortorella, è stato presentato il volume “L’altra faccia della luna. Comuni ai margini tra quotidianità e futuro” di Rubbettino editore.

“Secondo le elaborazioni IFEL su dati Istat – ha ricordato il Direttore - nel 2022 sono soltanto 562 i comuni italiani (il 7% del totale) che registrano un tasso di incremento naturale positivo: ciò significa che esclusivamente in tali comuni il numero di nascite ha superato il numero dei decessi. In sostanza l’Italia invecchia perché non cresce e rispecchia un circolo vizioso: minore capacità produttiva che genera spopolamento, carenza di servizi ed ulteriore minore capacità produttiva. Questi comuni hanno il destino segnato? Speriamo di no. Abbiamo un patrimonio. Non lo conserveremo preservandolo ma solo sviluppandolo e mettendolo a valore attraverso tre leve: la prima economica, riconquistando le funzioni legate al turismo, all’agroalimentare, all’energia, ecc.); la seconda è legata alla tecnologia e alle connessioni e penso a strade e banda larga; la terza è quella dei servizi alla persona, in primo luogo socio-sanitari ed istruzione. Le aree interne non sono solo il cardellino nella miniera sono dei laboratori per il nostro futuro. E ‘l’innovazione e la fantasia che tiene insieme ottimismo e razionalità”.

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