Ultimo aggiornamento 04.04.2025 - 16:03
Amministratore IFEL2

Amministratore IFEL2

A vent’anni dall’introduzione della 328/2000 che ha promosso un processo di sviluppo del sistema dei servizi sociali territoriali, Penisola sociale rappresenta un'occasione di confronto su come le novità introdotte dalla Legge hanno indotto al cambiamento i servizi sociali di cui sono titolari le autonomie locali.

Il sito in continuo aggiornamento, sulle esperienze più innovative nell’implementazione dei Servizi sociali dei Comuni italiani nasce per iniziativa di Cittalia Fondazione ANCI, Fondazione IFEL in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre e vuole essere uno spazio di approfondimenti e documenti dedicati anche alle trasformazioni che hanno registrato i sistemi locali di welfare a partire dall’impatto e dai cambiamenti derivanti dall’attuale stato di emergenza epidemiologica (COVID 19).

“Penisola sociale è uno spazio di confronto e di collaborazione delle amministrazioni locali e di attori del territorio, per costruire percorsi di integrazione dei saperi tecnici e professionali”, sottolinea il delegato ANCI al welfare e sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi. “L’iniziativa – prosegue – promossa insieme con l’Università Roma Tre, in collaborazione con Cittalia e IFEL è un importante segnale per avviare un percorso che non vuole celebrare la Legge ma aiutare a riflettere su quel che rimane ancora da riprendere e valorizzare dal lascito che la 328 ha consegnato al sistema di welfare italiano”.

Sul sito sono già disponibili oltre 400 documenti relativi a delibere, regolamenti, progettualità, analisi e ricerche promosse dai Comuni italiani per implementare il sistema locale di welfare, articolati sia per ambiti della domanda che si rivolge ai servizi sociali (anziani, minori e famiglie, casa, politiche per l’integrazione, povertà, disabilità e non autosufficienza, salute mentale, violenza di genere, carceri, comunità romanì, dipendenze, marginalità estreme) sia per elementi caratterizzanti la Legge 328 (come: il sistema di welfare locale, il ruolo e le funzioni dei professionisti, i rapporti interistituzionali e con il Terzo settore, la spesa sociale, l’innovazione e la formazione e l’aggiornamento).

“Le università sono sempre state osservatori attenti delle dinamiche del welfare locale. Oggi questo vale su scala nazionale soprattutto per definire l’identità e le competenze dei professionisti che si andranno a impegnare nei servizi alla persona”, rimarca il Direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre, Massimiliano Fiorucci. Un’iniziativa che mette in evidenza la necessità di andare verso la promozione di percorsi di integrazione tra chi gestisce il welfare, i Comuni italiani, chi forma i professionisti, l’Università, chi studia e fornisce servizi per l’accoglienza e l’integrazione a livello nazionale, Cittalia e IFEL.

“Il progetto – aggiunge Fiorucci- sta raccogliendo consenso e contributi significativi da parte non solo dei ricercatori e degli esperti, ma soprattutto degli operatori e dei tecnici dei Comuni italiani perché le esperienze promosse dai territori possano davvero arrivare a costituire una comunità di pratiche”.
“Siamo convinti che la condivisione di pratiche possa essere una risposta efficace per favorire percorsi di trasformazione del welfare, anche coerenti con le nuove istanze portate da cittadini con background culturale diverso, nonché per rispondere in maniera sempre più adeguata alle sfide sociali collegate al momento che sta vivendo il Paese”, conclude Matteo Biffoni delegato ANCI all’immigrazione e sindaco di Prato

VAI A "PENISOLA SOCIALE"

Il Progetto “SIBaTer – Supporto istituzionale alla Banca delle Terre” a titolarità ANCI-IFEL e finanziato nell’ambito del Programma Complementare al PON Governance e Capacità istituzionale 2014-2020- mette a disposizione dei Comuni una serie di vademecum operativi e kit di strumenti, atti e procedure per ricognizione, censimento, valorizzazione di terre comunali abbandonate e/o incolte.

Fanno parte della “cassetta degli attrezzi” SIBaTer:

Questo nuovo Vademecum dal titolo “Gestione associata di servizi e funzioni comunali connesse alla valorizzazione delle terre - Focus Catasto e Sistemi Informativi Territoriali” traccia il percorso per arrivare alla gestione associata di servizi/funzioni comunali connesse alla filiera amministrativa che parte dal censimento delle terre abbandonate/incolte presenti sul territorio fino alla realizzazione di un piano di valorizzazione, offrendo una serie di schemi di atti e regolamenti, nonché di modelli organizzativi possibili che possono essere adottati dai Comuni che intendano costituire un’Unione o una Convenzione.

Il focus specifico è dedicato alla gestione associata della funzione Catasto ed all’attivazione di Sistemi Informativi Territoriali (SIT) georeferenziati (GIS), riguardanti sistemi territoriali intercomunali, per indicare le linee guida operative utili alla creazione di forme associative ovvero potenziare aggregazioni già esistenti su servizi e funzioni connessi alla ricognizione e censimento del patrimonio pubblico e alla pianificazione territoriale.

Accanto alla prima sezione dedicata alle fasi di “progettazione” della gestione associata (dallo studio di fattibilità fino alle forme principali dell’unione e della convenzione), un particolare approfondimento è dedicato alla organizzazione degli uffici e del personale, rispetto ai quali vengono proposti diversi modelli organizzativi possibili e schemi di regolamenti.

Completa il Vademecum una rassegna di casi ed esperienze di gestione associata della funzione Catasto, nonché di Sistemi Informativi Territoriali geo-referenziati gestiti a livello regionale, provinciale o di area urbana, a servizio dei Comuni del territorio di riferimento.

Nell'ambito del progetto LIFE REthink WASTE, di cui IFEL è partner, è stata realizzata una pubblicazione che illustra 12 recenti e paradigmatiche esperienze che utilizzano diversi modelli tariffari, informativi e tecnologici per migliorare le performance del sistema locale di gestione dei rifiuti attraverso l'aumento della consapevolezza degli utenti. I modelli di tariffazione puntuale (Pay As You Throw, PAYT) e di informazione puntuale (Know As You Throw, KAYT) si confermano, di fatto, fra i più efficaci strumenti per migliorare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani e ridurre la produzione di rifiuti.

Il catalogo include esperienze provenienti da 6 diversi paesi europei (Spagna, Italia, Portogallo, Germania, Olanda e Belgio), sia di città di poche migliaia di abitanti, come Argentona (Spagna) e Miglianico (in provincia di Chieti), che di città medio-grandi (Parma e Bergamo), ma anche di metropoli europee come Berlino. I casi individuati sono stati inquadrati in un più ampio contesto metodologico grazie alla descrizione di 9 progetti europei.

La fonte di ispirazione di questo lavoro è stata un workshop organizzato a febbraio 2020 a Bruxelles dall'associazione europea ACR+ (Association of Cities and Regions for sustainable Resource management) nell'ambito del progetto LIFE REthink WASTE, di cui è partner. All'evento avevano partecipato esperti di diversi paesi europei, che si erano confrontati su come alcune città, nelle loro regioni, siano state capaci di stimolare i cittadini a fare una raccolta differenziata più efficace e di migliore qualità e a ridurre la produzione di rifiuti, soprattutto di quelli indifferenziati.

Il workshop ha consentito di trarre diverse conclusioni:

  • nonostante la loro efficacia, i sistemi di tariffazione puntuale (PAYT) da soli non possono risolvere completamente il problema intrinseco di una certa "ingiustizia" della tassazione del servizio rifiuti, perché alcune comunità, come per esempio i cittadini di recente immigrazione, continuano ad essere svantaggiati;
  • i benefici ambientali dei sistemi di tariffazione puntuale (PAYT) e gli accresciuti risultati della raccolta differenziata devono essere comunicati agli utenti frequentemente e in modo chiaro;
  • in alcuni casi i sistemi di PAYT e KAYT si ripagano da soli, grazie ai benefici economici generati;
  • i benefici sociali, ambientali ed economici di questi sistemi sono strettamente interconnessi.

SCARICA IL CATALOGO

Il 15 luglio 2020 alle ore 15:00 sarà presentata alla stampa la quarta edizione del premio Urban Award. Ideato da Ludovica Casellati, direttrice di Viagginbici.com e promosso da Anci con Openjobmetis e IntesaSanPaolo, Urban Award si rivolge a tutti i Comuni italiani per far emergere i progetti di utilizzo di biciclette e trasporti integrati.

L'evento si svolgerà online e per poter partecipare è necessario iscriversi compilando il form disponibile a questo link: ISCRIVITI.

Saranno presenti Vittorio BRUMOTTI, pioniere ciclismo sostenibile, Antonio DECARO, presidente ANCI, Renato DI ROCCO, presidente FCI(Federazione Ciclistica Italiana), Matteo MARZOTTO, imprenditore e ambassadorPremio Urban Award, Piero NIGRELLI, direttore generale ANCMA(ass.ne nazionale ciclo, motociclo e accessori), Marco VITTORELLI, presidente Openjobmetis Spa, Rosario RASIZZA, AD Openjobmetis spa. Ludovica CASELLATI, ideatrice del Premio Urban Award, coordinerà gli interventi.

SCARICA IL PROGRAMMA

Talk on web della Fondazione su Investimenti nella “medicina territoriale” nel dopo Covid19: come implementare gli interventi nelle aree interne?

“La pandemia ha stimolato una riflessione molto ampia sulla rilevanza e la strategicità delle aree interne. Prima dell’irruzione del Covid nelle vostre vite la vulgata generale associava il destino dell’uomo alle grandi aree urbane. L’idea che la densità urbana fosse il destino ineluttabile dell’uomo sembra ormai definitamente archiviata. Ovviamente questa nuova consapevolezza impone uno sforzo programmatorio che sappia rafforzare alcuni presidi imprescindibili per garantire la valorizzazione delle aree interne. Connessione digitale, scuola e salute sono pagine fondamentali della nuova agenda per le aree interne da costruire per il futuro. In questa logica, la medicina territoriale può e deve essere un tema centrale della ripartenza del Paese. Finora le riflessioni sulla sanità erano fortemente condizionate dall’obbligo di contenere la spesa. Ora si tratta invece di definire un progetto organico e strutturato che presupponga l’individuazione delle attività assistenziali della medicina territoriale, le figure professionali competenti e le dotazioni strumentali e umane da garantire una piena esplicazione delle potenzialità della medicina territoriale. Un lavoro da fare subito ed in collaborazione tra Stato e Regioni.” E’ quanto ha dichiarato Guido Castelli, Presidente IFEL, nel Talk on web odierno della Fondazione dell’Anci sugli investimenti nella “medicina territoriale” nel post Covid19 con un occhio di riguardo per le aree interne.

Nel dopo Covid19 saranno sicuramente rilanciati gli investimenti nella medicina territoriale, mentre nelle 72 aree interne (circa 1066 Comuni) della sperimentazione SNAI già sono stati progettati interventi, ora in fase di attuazione, che hanno l’obiettivo di rafforzare questa componente dell’offerta sanitaria nazionale (rete degli operatori di medicina generale e pediatri, infermieri di comunità, ostetricia di comunità, farmacie di servizio, ecc.).

“IFEL lavora da tempo sul tema delle “aree interne” viste dal punto di vista dell’economia e della finanza locale. Il tema del rapporto tra aree interne e “medicina territoriale” ha conquistato una inedita “centralità” a causa dell’epidemia Covid – E’ quanto ha dichiarato nel suo intervento Pierciro Galeone, Direttore di IFEL - L’esperienza delle aree interne diventa “esemplare” nella ricerca di un nuovo equilibrio tra i servizi sanitari e quelli socio-sanitari. Non si tratta solo del rapporto tra ospedali e territorio. Occorre mettere punto una strategia complessiva ed individuare delle soluzioni realistiche. Solo così possiamo indirizzare correttamente le scelte di allocazione delle risorse. Alla tutela della salute, nei prossimi anni, saranno destinati rilevanti investimenti pubblici. E’ importante definire per tempo obiettivi, modelli organizzativi, sistemi di governo che coinvolgono stato, regioni e comuni. In questa direzione, dalle aree interne emergono non solo domande specifiche ma anche risposte utili per l’intero Paese”.

“Questa emergenza pandemica ha messo in crisi le negatività del vivere nelle aree metropolitane, molto valorizzate dall’Agenda europea negli ultimi e oggetto di molti investimenti pubblici. E’ emerso che vivere nei piccoli borghi, nonostante il gap infrastrutturale di cui lo Stato dovrà farsi carico, mostra dei pregi di cui avevamo perso memoria. Da qui la ripartenza per il paese e la tematica della salute ha un’importanza che si mostra uguale alle politiche sul lavoro, l’istruzione e le azioni contro lo spopolamento dei territori. Un buon welfare, una buona medicina, un buon sistema sanitario vanno a sommarsi agli elementi positivi introdotti con la Strategia per le aree interne che si sta attuando. Questo processo riguarda soprattutto la riorganizzazione della rete territoriale degli ospedali, la spesa per i quali copre ancora in Italia circa la metà della componente pubblica della spesa sanitaria. Prioritaria la sinergia tra gli Enti locali, tra i sindaci che meglio hanno chiare le esigenze dei territori e dei cittadini”. Così Matteo Luigi Bianchi, Delegato ANCI per le “Aree Interne”, nel suo intervento di chiusura.

Ai lavori del Talk on web della Fondazione hanno partecipato Micaela Fanelli, Consigliere Regione Molise e Casa della Salute di Riccia (CB), Donato Scolozzi, Associate Partner KPMG e Healthcare, Roberto Laneri per il Ministero della Salute. I lavori sono stati coordinati da Francesco Monaco, Responsabile Fondi UE e investimenti territoriali IFEL.

IL VIDEO DELL'EVENTO

Focus

Progetti

Podcast - Gazzetta IFEL


Webinar
e-Learning

In presenza

Seminari