Il Rapporto illustra il livello di diffusione della tariffazione puntuale (TP) del servizio rifiuti urbani in Italia in base ai più recenti dati disponibili. Nella pubblicazione vengono inoltre analizzate le performance ambientali raggiunte dai comuni in TP, in termini di percentuale di raccolta differenziata e produzione pro capite annua di rifiuto urbano residuo, anche in comparazione con gli enti che applicano sistemi di tariffazione presuntivi.
La rilevazione, accompagnata da un’accurata attività di verifica, è stata condotta dall’IFEL nel secondo semestre del 2020 coinvolgendo ARPA e Regioni, le Province Autonome di Bolzano e Trento, numerosi Enti d’Ambito nonché Comuni e soggetti gestori del servizio di igiene urbana. Il lavoro, quindi, integra e completa il primo studio sul tema, i cui risultati sono inclusi nella pubblicazione “Guida alla tariffazione puntuale dei rifiuti urbani” (Capitolo II, par. 2) edita da IFEL a novembre 2019.
Con questa ricerca la Fondazione intende contribuire al dibattito sul tema - a nostro avviso critico - dell’innovazione della gestione dei rifiuti urbani e della riduzione delle sue esternalità negative. L’implementazione di strumenti di misurazione e tariffazione puntuale, infatti, appare imprescindibile per promuovere la partecipazione dei cittadini-utenti, un efficace driver per migliorare le performance ambientali del servizio, ridurne i costi e aumentare l’equità del prelievo.
Nel 2019 i comuni che applicano regimi di tariffazione puntuale sono 900 (105 in più rispetto all’anno precedente), con una popolazione complessiva di 6.647.142 abitanti, rispettivamente pari a quasi l’11,4% dei comuni e all’11,1% della popolazione nazionale. L’approccio “paga per quello che butti” (PAYT), su cui si basano i sistemi di tariffazione puntuale, si conferma particolarmente efficace per raggiungere gli obiettivi di economia circolare della UE: oltre 2/3 dei Comuni in TP (l’82,4% in termini di popolazione totale) raggiunge infatti una percentuale di raccolta differenziata superiore al 75%, mentre il 34% supera addirittura l’85% (36% in termini di popolazione); quasi il 73% dei Comuni (66% in termini di popolazione totale), inoltre, registra una produzione annua pro capite di rifiuto urbano residuo inferiore a 100 kg/abitante e meno del 9% dei comuni supera i 150 kg/abitanti annui.
Il volume indaga il complesso rapporto tra sanità e territorio, facendo anche il punto su cosa abbia rappresentato la pandemia per i sindaci e la popolazione e come questa abbia inciso sui servizi socio-sanitari dei comuni.
Ampio spazio di analisi viene dedicato alla medicina territoriale e alla sanità di prossimità con riferimenti specifici a due strategie di aree interne (Valtrebbia in Liguria e Fortore in Molise). Elaborazioni statistiche ad hoc si concentrano sulla dinamica e sulla gestione della spesa per i servizi sociali dei comuni, con approfondimenti per aree di utenza. Infine uno sguardo al futuro, con un esame dettagliato della Missione Salute all’interno del PNRR.
È in programma l’8 luglio a partire dalle 10:30 l’evento online di presentazione della seconda edizione del Rapporto IFEL-Federsanità “Sanità e Territorio – I Servizi Sociosanitari dei Comuni Italiani”.
Il Rapporto è stato realizzato da Federsanità - Confederazione delle Federsanità ANCI regionali in collaborazione con IFEL e chiuso a maggio 2021. L’obiettivo di questo lavoro è stato quello di analizzare la spesa socio-assistenziale dei comuni negli ultimi anni (2013-2018) per i quali sono disponibili dati Istat per restituire ai sindaci una panoramica dell’offerta dei servizi ai cittadini anche in misura dei fondi disponibili.
Il Rapporto si è focalizzato sui servizi offerti alla fascia degli ultra 64enni. Dai dati, emerge uno scollamento tra l’evoluzione demografica del Paese e le sue reali necessità. L’Istat stima tra il 2021 e il 2030 una crescita del 17% degli over 64 anni. L’erogazione dei servizi di salute a questa categoria necessita pertanto di una rimodulazione e una integrazione dei servizi, centrata sulla gestione delle cronicità e sull’invecchiamento attivo.
Durante la pandemia, i Comuni, insieme alle strutture assistenziali governate dal SSN, alle strutture sociali comunali, senza tralasciare l’apporto delle diverse espressioni della società civile e del Terzo settore, hanno dato prova di una straordinaria capacità di coordinamento e di governance, ma la lezione principale che questo drammatico periodo ci lascia è che la prevenzione rappresenta l’unica strada per fronteggiare le emergenze e che pertanto è questa la bussola che deve orientare l’impegno dei nostri amministratori sul territorio.
Saluti istituzionali
Enzo BIANCO, Presidente Consiglio Nazionale Anci
Alessandro CANELLI, Sindaco di Novara - Presidente IFEL
Presentazione Rapporto ed. 2021
Pierciro GALEONE, Direttore IFEL
Conclusioni
Tiziana FRITTELLI, Presidente Federsanità
L'evento si terrà in streaming. Per partecipare basta cliccare a questo link: https://www.streamliveevents.it/rapportoifel-federsanita/
Seguirà alle ore 11.15 l'Assemblea nazionale di Federsanità- Confederazione Federsanità Anci regionali su piattaforma dedicata ai soli componenti statutari.
Martedì 6 luglio prende avvio il ciclo di webinar “Il BIM come elemento abilitante della digitalizzazione dei processi delle costruzioni: sviluppi e adempimenti per le Amministrazioni Comunali”.
Il decreto legge n. 560 del 1° dicembre 2017, attuativo dell’art. 23 comma 13 del Decreto legislativo n. 50 del 18 aprile 2016 (Codice degli Appalti), definisce “le modalità e i tempi di progressiva introduzione, da parte delle stazioni appaltanti, dell’obbligatorietà dei metodi e strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture, nelle fasi di progettazione, costruzione e gestione delle opere e relative verifiche”.
Le amministrazioni comunali, quali soggetti pubblici coinvolti in prima linea nella gestione di procedimenti volti alla realizzazione, gestione e manutenzione del patrimonio costruito, sono chiamate a cogliere le grandi opportunità offerte dal BIM (Building Information Modeling), sistema di modellazione digitale per la progettazione, gestione e monitoraggio delle opere pubbliche pensato per accrescere l’efficacia e la trasparenza delle procedure di appalto e dell'intero ciclo di vita dell'opera.
Il ciclo di webinar approfondirà i vantaggi, gli adempimenti e risvolti giuridici di questo importante processo di evoluzione digitale.
Il ciclo di webinar sul BIM è completamente gratuito. Sarà possibile iscriversi ad ogni singolo evento, fermo restando il raggiungimento dei posti disponibili.
Martedì 6 luglio, ore 10.00 -11.30
I risvolti giuridici di un appalto digitale in BIM per una amministrazione comunale
Lunedì 12 luglio, ore 10.00 -11.30
Martedì 20 luglio, ore 10.00 -11.30
Martedì 27 luglio, ore 10.00 -11.30
L’art. 21 del D.L. n. 73/2021, cd. “Sostegni-bis”, consente agli enti territoriali, e quindi anche ai Comuni, di chiedere alla Cassa depositi e prestiti l'anticipazione di liquidità per il pagamento dei debiti commerciali certi liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2020.
Il periodo durante il quale gli enti locali possono presentare domanda di anticipazione con deliberazione della Giunta va dal 14 giugno 2021 al 7 luglio 2021.
La riproposizione della misura consentirà agli enti che l’avranno richiesta di ridurre i debiti pregressi e, come effetto indiretto di rilievo, di poter destinare tutta la liquidità “corrente” al pagamento dei debiti di nuova formazione.
Le anticipazioni sono richieste a valere sulle risorse della prima Sezione del “Fondo di liquidità per il pagamento dei debiti commerciali degli enti territoriali” istituito ai sensi dell’art. 115 del D.L. n. 34/2020 e al quale è ora assegnata una dotazione di 1 miliardo per l’anno 2021.
Le anticipazioni di liquidità saranno restituite con un piano di ammortamento di durata massima trentennale e il tasso di interesse è fissato allo 0,20%. Per richiedere l’anticipazione occorre:
Per qualsiasi chiarimento è possibile scrivere agli indirizzi di posta: ; ; .