Il volume invita a ripensare profondamente l’urbanistica di fronte alle trasformazioni contemporanee, in un contesto globale di forte urbanizzazione e di dinamiche europee più differenziate.
Nel panorama complessivo, le città emergono come il fulcro dello sviluppo economico, sociale e culturale, ma anche come spazio di nuove disuguaglianze e criticità che necessitano l’impegno delle istituzioni per un’agenda urbana nazionale capace di rispondere alle nuove sfide - calo demografico, cambiamenti climatici e pressioni abitative.
Dalla riflessione degli autori emerge l’insufficienza dei modelli tradizionali di pianificazione, sia quelli legati all’espansione urbana sia quelli più recenti basati su interventi puntuali di rigenerazione.
Da qui, la necessità di un cambio di paradigma: passare da un’urbanistica prescrittiva a una “urbanistica generativa”, capace di leggere e orientare processi complessi, integrando diverse politiche pubbliche.
Il messaggio chiave è che l’urbanistica deve tornare a essere strumento di governo del territorio orientato al bene collettivo, alla coesione sociale e al diritto alla città.
Ciò implica una revisione sistemica degli strumenti, delle norme e dei modelli di governance, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa e integrata per il futuro delle città.





