Ultimo aggiornamento 03.04.2025 - 13:10
Amministratore IFEL2

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Le prospettive della finanza locale, la riforma della riscossione, i fabbisogni standard, le nuove regole di bilancio e gli spazi per gli investimenti territoriali anche alla luce delle politiche europee per la coesione. Questi i temi al centro della Conferenza organizzata da IFEL e ANCI che si è svolta il 10 novembre a Roma.

Dopo il saluto di apertura del Direttore di IFEL Pierciro Galeone, i lavori della sessione mattutina, dedicati ad approfondire le nuove regole di finanza pubblica, si sono aperti con la relazione introduttiva di Andrea Ferri e con gli interventi di Pasquale Mirto e Larysa Minzyuk. Nel corso della prima parte della mattina è intervenuto il presidente del Consiglio nazionale dell’ANCI,Enzo Bianco, che ha sottolineato la necessità di una “ricostruzione di un quadro di sistema nazionale e organico sulla finanza locale, che preveda i necessari vincoli ma lasci ai Comuni autonomia sulla loro realizzazione concreta”. I lavori della mattina si sono chiusi con la tavola rotonda e l’intervento di Guido Castelli presidente di IFEL, delegato Anci alla Finanza locale e sindaco di Ascoli Piceno, ha ribadito come “ogni politica di modernizzazione, sia la fatturazione elettronica o l’agenda digitale presuppone che ci siano dei Comuni vivi e non morti”.

La sessione del pomeriggio, incentrata sul tema degli investimenti territoriali, è stata aperta dalle relazioni di Alessandro Beltrami, Walter Tortorella e Francesco Monaco. Con la tavola rotonda del pomeriggio, che ha visto la partecipazione tra gli altri degli assessori al bilancio di Roma, Napoli e Milano si è chiusa la manifestazione che ha visto una grande affluenza di amministratori ed esperti.

Di seguito gli atti della Conferenza, scaricabili anche dalla sezione Documentazione del sito tematico, dove sono disponibili le registrazioni video e le foto dell'evento:

Sessione I – I Comuni e le nuove regole di finanza pubblica
A. Ferri La sfida dell’autonomia comunale
P. Mirto La riforma della riscossione locale
L. Minzyuk I Fabbisogni standard e il nodo della perequazione

Sessione II – Investire per crescere: il ruolo dei Comuni
A. Beltrami Vincoli e regole per gli investimenti nei Comuni
W. Tortorella Le dinamiche degli investimenti in Italia: prospettive
F. Monaco Risorse aggiuntive per gli investimenti territoriali

L'Università del Piemonte Orientale in collaborazione con il Polo Universitario Asti Studi Superiori, nell'ambito del programma INPS "VALORE PA" al quale la Regione Piemonte ha aderito, hanno organizzato un corso di formazione dedicato alla "Analisi e Valutazione delle Politiche Pubbliche Locali".

Il corso ha lo scopo di formare gli operatori di policy locali sulle più rilevanti novità che interessano il Paese, secondo un approccio di analisi delle politiche pubbliche (public policy analysis) anziché secondo il più tradizionale approccio istituzionale-formale del diritto amministrativo. I contenuti spaziano dall'inquadramento dell'approccio e della sua strumentazione (analisi-progettazione-valutazione) ai segmenti di policy più rilevanti: sviluppo locale, città metropolitane, utilities locali, coesione territoriale e finanza locale, occupazione e jobs act, reti di imprese, nuove tecnologie e smart cities (un programma dettagliato del corso è disponibile in allegato). Il corso integra contributi di più discipline: scienze politiche, economia, diritto, urbanistica, sociologia, con la partecipazione di docenti accademici e di docenti impegnati direttamente nella gestione di politiche a scala regionale e comunale.

Il corso si svolgerà nei mesi di gennaio-febbraio 2017 presso il Polo Universitario Asti Studi Superiori, e prevede 50 ore d'aula. Per informazioni sul corso e sulle modalità di partecipazione è possibile rivolgersi all'indirizzo e-mail .

Le stazioni ferroviarie distribuite sul territorio nazionale sono 2.081 (Tab.1) e coinvolgono 1.551 comuni. Poco meno di un quarto delle stazioni ferroviarie è ubicato nei comuni di due sole regioni: Lombardia (296 stazioni) e Piemonte (197 stazioni).

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Regole e Risorse. Verso la Legge di Bilancio, questo è il titolo della V Conferenza sulla Finanza e l'Economia Locale, organizzata in collaborazione da ANCI e IFEL, in programma a Roma il 10 novembre 2016 presso il Centro Congressi "Roma Eventi" in Piazza della Pilotta 4.

Giunto alla sua V edizione, quest’appuntamento annuale rappresenta una concreta occasione di confronto e di analisi, per gli amministratori locali e per gli operatori del settore, sulla situazione economico finanziaria dei Comuni italiani. La giornata sarà articolata in due sessioni. Nel corso della sessione mattutina, “I Comuni e le nuove regole di finanza pubblica”, il focus sarà sullo stato dell’arte e le prospettive della finanza locale, la riforma della riscossione e i fabbisogni standard. La sessione pomeridiana, “Investire per crescere: il ruolo dei Comuni”, sarà interamente dedicata ad approfondire le dinamiche di sviluppo degli investimenti territoriali nel Paese alla luce delle nuove regole di bilancio e delle attuali politiche europee per la coesione.

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Gli atti della Conferenza sono scaricabili dalla sezione Documentazione del sito tematico, dove nei prossimi giorni pubblicheremo le registrazioni video e le foto dell'evento.

L’Italia è una delle zone più sismiche del Mediterraneo. La gran parte del territorio nazionale è stato, nel corso della storia, interessato da effetti sismici alquanto intensi. Fanno eccezione alcune zone delle Alpi centrali e della Pianura Padana, un largo tratto della costa toscana e gran parte della Sardegna e della Puglia. Al contrario, le Alpi orientali, l’Appennino settentrionale, il Gargano, l’Appennino Centro-meridionale, l’Arco calabro e la Sicilia orientale sono le aree, per numerosità e intensità, maggiormente colpite da sismi.

I comuni italiani vengono classificati in quattro classi di rischio in relazione al grado di sismicità: alta, media, bassa e molto bassa . La situazione che ne emerge è piuttosto eterogenea. Il 35,8% dei comuni si trova nella penultima classe, quella con grado di sismicità basso, il restante 28,1% è indicato "molto bassa", il 27,4% ha un grado di sismicità medio e l’8,8% è classificato ad alto grado di sismicità. Anche la distribuzione territoriale è tutt’altro che omogenea. Infatti, tutti i comuni della Calabria risultano a sismicità alta o media; mentre nessun comune della Valle d’Aosta, del Trentino-Alto Adige, della Liguria, Lombardia e della Sardegna appartiene a tali classi. Rischi di sismicità minori si rilevano soprattutto per i comuni delle regioni settentrionali: oltre l'80% delle realtà locali lombarde sono a rischio basso e molto basso ad esempio. L’eccezione più evidente è costituita dai comuni del Friuli-Venezia Giulia, con il 64,3% di rischio medio-alto.

Tabella1 Scheda55

È nei comuni centro meridionali che il rischio di sismicità aumenta fino al più alto grado. Oltre il 90% dei comuni di Basilicata, Marche, Sicilia e Molise presentano un rischio di sismicità medio o alto, sfiora o supera l’80% dei comuni della Campania, dell’Umbria, del Lazio e dell’Abruzzo. L’unica eccezione al sud, oltre ai già ricordati comuni sardi, è rappresentata dalle realtà territoriali pugliesi, solo un quarto delle quali si trova in una zona a media-alta sismicità.

In generale, da un punto di vista cartografico, è nella fascia appenninica centro-meridionale che si rileva il maggiore grado di sismicità e nel dettaglio in Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania, Molise, Basilicata, Sicilia e Calabria sono individuati i comuni a maggior rischio. Nella pianura padana, invece, mediamente, sono localizzati i comuni a minor rischio, così come in buona parte della Toscana, nelle regioni settentrionali, ad eccezione del Friuli-Venezia Giulia, in Puglia ed in Sardegna.

Figura1 Scheda55

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