Comuni e università possono insieme costruire strategie di sviluppo delle città. Dalla collaborazione tra città e università sono attesi benefici che vanno dalla produzione di maggiore ricchezza alla modifica virtuosa dei modelli di vita, dalla realizzazione di maggiore coesione sociale, alla diffusione di una tecnologia amica dell’uomo (così nel Protocollo ANCI- CRUI 2015).
Il Quaderno, attraverso la presentazione di dati e di esempi, intende evidenziare come la co-progettazione tra comuni e università sia utile e strategica per lo sviluppo delle politiche urbane.
È in programma il 13 dicembre alle ore 15:00, presso la Sala Zuccari del Senato della Repubblica, la presentazione del libro “I Comuni e la partecipazione all’accertamento dei tributi statali. Strumenti, percorsi di indagine e accesso ai dati”.
L’iniziativa in oggetto rientra nell’ambito di un accordo di collaborazione tra il Senato della Repubblica e la Fondazione IFEL. Il libro, edito da IFEL, è concepito, sulla base della grande esperienza del curatore Antonino Gentile, già direttore regionale dell'Agenzia delle Entrate e direttamente impegnato sui temi in questione, per fornire un ausilio concreto ai funzionari comunali che vogliano intraprendere e sviluppare la partecipazione all’accertamento. L’evento sarà l’occasione per far emergere, dall’integrazione dei vari punti di vista (politici, accademici, operativi), indicazioni utili per sviluppare la collaborazione Stato-Comuni, finora fattiva e fruttuosa solo in alcuni territori.
La presentazione si aprirà con i saluti introduttivi di Veronica Nicotra e di Pierciro Galeone, Segretario Generale ANCI e Direttore IFEL, cui seguiranno gli interventi del Consigliere Renato Loiero, Direttore del Servizio Bilancio del Senato della Repubblica, del curatore del libro, Antonino Gentile e di Andrea Ferri, responsabile Finanza Locale ANCI, mentre Marco Mirandoli, illustrerà i risultati ottenuti dalla città di Bergamo.
Gli spunti che emergeranno dalla tavola rotonda, in cui si confronteranno l’Agenzia delle Entrate – è prevista la presenza del Direttore Rossella Orlandi - con i Comuni di Palermo, Roma, San Pietro al Tanagro e Venezia rappresentati, rispettivamente da Leoluca Orlando, Andrea Mazzillo, Antonio Pagliarulo e Michele Zuin, saranno riassunti da Guido Castelli, Presidente di IFEL e Sindaco di Ascoli Piceno.
E’ previsto, infine, l’intervento del Senatore Mauro Maria Marino, Presidente della 6a Commissione Permanente Finanze e Tesoro.
I VIDEO DEL CONVEGNO
PRIMA PARTE
SECONDA PARTE
Il Manuale contiene indicazioni sulle principali novità riguardanti gli Enti locali in relazione al Piano Nazionale Anticorruzione 2016. All'interno del quaderno sono presentate istruzioni tecniche, linee guida, note e modulistica.
Nel 2014, le unità di personale in servizio che nei comuni italiani hanno un rapporto di lavoro flessibile ammontano a 37.873 . Si tratta di personale comunale che ha un contratto a tempo determinato, interinale, di formazione lavoro o è un lavoratore socialmente utile.
Dalla tabella 1 emerge come la maggior parte del personale con rapporto di lavoro flessibile abbia un contratto a tempo determinato (il 56,8%) e che la flessibilità interessi soprattutto le donne. Infatti, queste ultime, costituiscono il 57,8% delle unità annue di personale con rapporto di lavoro flessibile. Nello specifico, tra i soli tempi determinati, più dei 2/3 è di genere femminile (68,3%).
La seconda tipologia di rapporto flessibile più frequente nelle amministrazioni comunali del Paese è quella dei lavoratori socialmente utili (LSU), il 39,3% delle unità annue. Da rilevare che questa tipologia contrattuale è la sola che presenta un’incidenza percentuale delle donne (42,7%) inferiore a quella degli uomini.
Tabella 1 - Il personale con rapporto di lavoro flessibile, per tipologia contrattuale e genere, 2014
Poco diffusi sono i contratti interinali, appena il 3,5%, e i contratti di formazione lavoro, lo 0,5% dei rapporti flessibili.
Occorre rilevare che il maggior numero di unità annue di personale comunale con contratto flessibile si trova nei comuni della Sicilia (Tabella 2): 12.728 unità, il 33,6% del totale.
Seguono i comuni di altre due regioni del sud, ovvero, quelli calabresi, con 3.820 unità annue di personale flessibile e quelli campani, con 3.689 unità, che rappresentano, rispettivamente, il 10,1% e il 9,7% del totale.
Tra i comuni del centro e del nord, i primi per unità di personale con rapporto di lavoro flessibile sono quelli laziali, 3.096 in valore assoluto, l’8,2% del totale, seguiti da quelli lombardi, 2.970, il 7,8% del totale.
All’opposto, da rilevare la bassa incidenza sul totale del personale con rapporto di lavoro flessibile nei comuni di Valle d’Aosta, Molise, Umbria e Liguria: ciascuno con meno dell’1%.
Nei comuni di tutte le regioni del nord, tranne che in quelli del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia, del centro, ad eccezione di quelli delle Marche ed in quelli di Molise, Basilicata e Sicilia, le donne, sul totale delle unità annue flessibili, sono sempre la maggioranza.
Tabella 2 - Il personale con rapporto di lavoro flessibile, per genere e regione, 2014
Analizzando la distribuzione del personale con rapporto di lavoro flessibile per classi di ampiezza demografica comunale (Tabella 3), si rileva che il numero maggiore di unità annue si trova nei comuni con popolazione compresa tra i 2.000 ed i 4.999 abitanti (il 16,9% del totale), nonché in quelli con un numero di residenti compreso tra i 5 mila ed 9.999 individui (16,7%).
Al contrario, nei comuni con meno di 2.000 abitanti e in quelli nella fascia demografica “60.000-249.999” la flessibilità è meno diffusa: l’11,9% delle unità annue complessive nel primo caso e solo il 9,5% nel secondo.
Infine nei comuni più popolosi si rilevano le quote percentuali più elevate di unità di personale di genere femminile con rapporto di lavoro flessibile: il 63,8% per i comuni nella fascia “60.000-249.999” e il 79,3% per le amministrazioni con oltre 250.000 residenti. Le donne, per qualsiasi taglia demografica, ad eccezione dei comuni con meno di 2 mila residenti, rappresentano sempre la maggioranza del personale con contratti di tipo flessibile.
Tabella 3 - Il personale con rapporto di lavoro flessibile, per genere e classe demografica, 2014
IFEL indice la Procedura ai sensi dell’art. 36 D. Lgs. 50/16 con invito ad offrire per l’affidamento del “Servizio di manutenzione ed assistenza dei portali web IFEL e dei servizi collegati”- CIG 686237964B -.
Le domande per la partecipazione alla suddetta procedura dovranno pervenire entro il giorno 6 dicembre 2016 alle ore 13:00 presso la sede di IFEL sita in Roma Piazza San Lorenzo in Lucina 26. La documentazione di Gara è disponibile al seguente link: http://www.fondazioneifel.it/bandi-di-gara-e-contratti/avvisi-bandi-e-inviti