La Nota fa il punto sullo stato di attuazione dell’Avviso Misura 1.3.1 – ANNCSU Georeferenziazione dei numeri civici, emanato dal Dipartimento per la trasformazione digitale per finanziare la georeferenziazione dei numeri civici in ANNCSU e indica ai Comuni le azioni che devono compiere per completare positivamente l’intervento e maturare il diritto al voucher.
Come dettagliato nella Nota, i dati del monitoraggio ci dicono che qualora i Comuni non dovessero procedere ad inviare i propri dati da subito e con costanza fino al 31 marzo prossimo, potrebbero crearsi dei picchi anomalie di richieste con il rischio del mancato rispetto della scadenza con conseguente perdita del diritto al voucher.
Raccomandiamo, quindi, ai Comuni di verificare con i propri partner tecnologici che sia assicurata la gestione tempestiva dell’invio con gradualità e secondo le modalità indicate nella Nota.
Giovedì 19 febbraio, dalle ore 10.30 alle 13.00, presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati, si terrà la presentazione del Rapporto “Sussidiarietà e… salute. Rapporto sulla sussidiarietà 2025/2026".
Nel corso dell’incontro è prevista la presentazione del Rapporto con l’intervento di Pierciro Galeone, Direttore IFEL, insieme a Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, e Antonello Zangrandi, Professore di Economia delle aziende pubbliche dell’Università di Parma.
L’iniziativa si aprirà con i saluti istituzionali del Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, e del Presidente dell’Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà, Maurizio Lupi.
Seguiranno gli interventi di Luca Antonini, Vicepresidente della Corte Costituzionale, Orazio Schillaci, Ministro della Salute, Americo Cicchetti, Commissario Agenas, Beatrice Lorenzin, Senatrice già Ministro della Salute, e Daria Perrotta, Ragioniere Generale dello Stato.
I lavori saranno moderati da Paola Bonanni, Caporedattore economia GR RAI.
Per iscriversi all'evento consultare la pagina dedicata Sussidiarietà e... salute Presentazione del Rapporto a Roma - Fondazione per la Sussidiarietà.
Il "Rapporto “Sussidiarietà e... salute”, realizzato con il contributo, tra gli altri, degli esperti IFEL, si propone come una valutazione a tutto campo, sulla base di numerosi contributi su un ampio spettro di fattore, della situazione attuale della sanità nel nostro paese, dei suoi problemi e delle possibili linee di riforma del sistema, che viene giudicato “in crisi”. Il lavoro è suddiviso in tre parti.
La prima sezione parte da un’analisi dell’evoluzione in corso della domanda di salute, segnata dal fattore demografico, e delle criticità del sistema, date in particolare dalle diseguaglianze economiche e territoriali. Viene poi messa a fuoco la frammentazione del sistema e della sua governance, che sono un ostacolo alla necessaria integrazione dei servizi.
La seconda sezione pone l’attenzione sulle prospettiva di riforma. Qui la stella polare, in coerenza anche con le premesse del diritto costituzionale, è la “presa in carico” del paziente, tendenzialmente nell’unità della sua persona e dei suoi bisogni, che sono molteplici e di varia natura, ma che non vanno considerati in modo frammentato e slegato, privilegiando l’offerta dei servizi sulla domanda reale.
La terza sezione è quella che presenta “Esperienze”. Che sono sei: il modello veneto a forte leadership centrale; la valutazione nella Casa di Comunità in Toscana; la riforma dell’assistenza territoriale in Emilia-Romagna; la continuità delle cure nell’esperienza della cooperativa Cosma in Lombardia; l’assistenza sociosanitaria nelle aree interne; il progetto dell’Asl 4 della Liguria.
Scopri il programma completo dell'evento del 19 febbraio qui.
Il PNRR è il più grande programma di investimento pubblico della storia recente italiana. Nato all’interno del Next Generation EU, il Piano non si limita a sostenere la ripresa post-pandemica: con una fitta agenda di riforme ha provato a intervenire sulle fragilità strutturali del Paese — divari territoriali, lentezza amministrativa, debole capacità attuativa.
La sua logica introduce un cambio di paradigma rilevante: risorse in cambio di risultati verificabili, scanditi da milestone e target. In questo senso, il PNRR ha funzionato come un vero e proprio stress test della macchina pubblica, imponendo programmazione, monitoraggio e raggiungimento di esiti tangibili come nuovo (e inusitato) mantra operativo.
Il volume "Il PNRR dell’Italia. Metodi e strumenti per politiche economiche possibili" (Carocci), curato da Pierciro Galeone e Walter Tortorella di IFEL, con la presentazione del Presidente dell’ANCI Gaetano Manfredi e la prefazione del Presidente della Fondazione IFEL Alessandro Canelli, legge questa stagione come un’occasione per spostare l’attenzione dalle risorse agli esiti, dal semplice avanzamento della spesa alla capacità di produrre impatto reale. Il richiamo, già nel sottotitolo, al “possibilismo” di A. O. Hirschman — soluzioni attuabili, concrete e misurabili — sintetizza bene l’approccio proposto dai curatori.
L’idea centrale del volume è che il PNRR, oltre a finanziare progetti, abbia operato come acceleratore di metodo, rendendo più credibili e verificabili le scelte di politica economica sui territori. In molti casi ha “costretto” amministrazioni e comunità locali a lavorare per obiettivi, integrando dati, responsabilità e tempi certi.
La domanda chiave, sollevata dal libro, riguarda però il “dopo”: quanta parte di questo modello — un vero contratto di performance — potrà diventare pratica ordinaria una volta conclusa la fase straordinaria del Piano? Il ragionamento si allarga quindi a come si costruisce capacità pubblica, a come si tengono insieme investimenti e impatti, e a come si fa politica economica quando si decide di restare nel campo del possibile: quello che trasforma i vincoli in traiettorie praticabili.
Il valore del PNRR, e la lezione che può lasciare, sta qui: nella possibilità di rendere le politiche pubbliche italiane più prevedibili, valutabili e credibili, anche oltre il perimetro del Piano stesso.
