Ultimo aggiornamento 27.02.2026 - 15:33
Il rapporto, realizzato da IFEL nell’ambito dell’iniziativa Città nel Futuro promossa da ANCE e diretta da Francesco Rutelli, offre una fotografia aggiornata e comparata del patrimonio…
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La Fondazione partecipa alla tre giorni di confronto sulle città di domani Città nel futuro 2030–2050 di ANCE. 

Il rapporto "L’offerta di abitazioni in Italia. Un quadro generale”, realizzato da Fondazione IFEL nell’ambito dell’iniziativa Città nel Futuro promossa da Ance e diretta da Francesco Rutelli, offre una fotografia aggiornata e comparata del patrimonio abitativo italiano, con uno sguardo alle trasformazioni in corso nelle principali aree urbane e agli scenari demografici che condizioneranno la domanda di casa nei prossimi decenni. A presentarlo durante i lavori è stato lo stesso Presidente di IFEL Alessandro Canelli
Leggi il rapporto qui

L’Italia emerge come il Paese europeo con la più alta quota di abitazioni di proprietà (oltre il 55%) e la più bassa percentuale di alloggi in affitto (13%), segno di una cultura fortemente legata all’acquisto della casa e di un mercato della locazione strutturalmente debole. Tuttavia, a fronte di un’elevata proprietà, il sistema presenta anche un’anomalia significativa: più di un quarto delle abitazioni risulta non occupato. Secondo il Censimento Istat 2021, sono circa 9,6 milioni di unità, un numero enormemente superiore ai livelli registrati in Francia (7,8%) e Germania (4,4%).

Questo dato rivela un paradosso strutturale: un Paese con un’offerta teoricamente ampia ma in larga parte immobilizzata, frutto di squilibri territoriali, inefficienze amministrative, rigidità del mercato e una forte componente di seconde case inutilizzate. L’Italia appare dunque come un sistema immobiliare statico e poco permeabile, incapace di rispondere con efficacia alle nuove forme di domanda abitativa.

Nel complesso, il rapporto restituisce l’immagine di un Paese ricco di patrimonio immobiliare ma povero di politiche abitative attive. La combinazione di proprietà diffusa, immobilismo del mercato, debolezza dell’offerta sociale e crisi demografica rende urgente un ripensamento delle strategie di abitare, fondato su una più ampia disponibilità di alloggi in affitto a prezzi sostenibili, il riuso del patrimonio esistente, la rigenerazione dei vuoti urbani, e la promozione di modelli abitativi adatti a famiglie nuove e a popolazioni in trasformazione.

Il rapporto completo è disponibile per il download qui.

Leggi la rassegna stampa in allegato.

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Così il Presidente di IFEL commenta il Documento programmatico di finanza pubblica con cui il Governo grazie al Piano Casa Italia stanzia 660 milioni di euro per i progetti pilota in ambito abitativo a favore delle città.

“Secondo lo studio effettuato da IFEL per ANCE emerge che l’Italia è il paese europeo con la più alta quota di abitazioni di proprietà, oltre il 55%, e la più bassa percentuale di alloggi in affitto, 13%, segno di una cultura fortemente legata all’acquisto della casa e di un mercato della locazione strutturalmente debole. Il sistema presenta un’anomalia significativa: più di un quarto delle abitazioni risulta non occupato. Secondo il Censimento Istat 2021, sono circa 9,6 milioni di unità, un numero enormemente superiore ai livelli registrati in Francia (7,8%) e Germania (4,4%)”, questa la sintesi dell’incipit del discorso di Alessandro Canelli, Presidente di IFEL, durante i lavori in corso della tre giorni “Città del futuro” organizzata da ANCE a Roma.

“Questo dato rivela un paradosso strutturale – prosegue il Sindaco di Novara - l’Italia ha un’offerta teoricamente ampia ma in larga parte immobilizzata, frutto di squilibri territoriali, inefficienze amministrative, rigidità del mercato e una forte componente di seconde case inutilizzate. L’Italia appare dunque come un sistema immobiliare statico e poco permeabile, incapace di rispondere con efficacia alle nuove forme di domanda abitativa. Il completamento dei progetti di rigenerazione urbana, a questo punto, solo parzialmente finanziati dal PNRR, risultano fondamentali che punto qualificante anche per politiche infrastrutturali convergenti sull’obiettivo di ampliare l’offerta di abitazioni in affitto. la concertazione di un’agenda urbana ambiziosa e in grado di perseguire e stabilizzare nel tempo gli obiettivi di rinnovamento infrastrutturale e di rigenerazione urbana, di cui sono importanti esempi i progetti in corso in tante città grandi e medie Pinqua, Rigenerazione urbana, Piani urbani integrati, PON Metro. Ricordo che la ricognizione dei progetti non finanziati svolta da ANCI nei confronti delle città capoluogo mostra la disponibilità di progetti aggiornati e di notevole impatto in gran parte delle città su temi relativi all’housing sociale nelle sue diverse declinazioni, efficientamento infrastrutturale ed energetico, impiantistica rifiuti, per oltre 20 mld di euro , da cui poter attingere per interventi cantierabili e di impatto strategico”.

“Tra le priorità indicate da ANCI come proposte al Governo  - chiude Canelli - per la prossima Legge di bilancio vi è la richiesta di più risorse stabili per welfare e servizi  per minori, casa, affitti, assistenza scolastica disabili e maggiore flessibilità contabile e sostegno degli oneri per il personale, revisione delle norme su dissesti e crisi finanziarie, nuovi strumenti fiscali e interventi mirati sugli investimenti e sul PNRR e anche oltre il PNRR In questa direzione va, e lo accogliamo con favore, il Documento programmatico di finanza pubblica con cui il Governo, grazie al Piano Casa Italia, stanzia 660 milioni di euro per i progetti pilota in ambito abitativo a favore delle città per il triennio prossimo”.

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Lunedì 27 ottobre 2025, presso la sede di ANCI Lombardia in via Rovello 2 a Milano, si terrà l’evento “Politiche di coesione, fondi europei diretti e sviluppo territoriale”, organizzato nell’ambito della Settimana europea delle regioni e delle città 2025 (#EURegionsWeek).

L’iniziativa rientra nel programma “#EURegionsWeek close to you”, che porta nei territori il dibattito europeo sui temi della coesione e dello sviluppo locale.


Un dialogo sulle sfide europee e il ruolo dei territori

La Settimana europea delle regioni e delle città è il più grande appuntamento dedicato alla Politica di Coesione dell’Unione europea, promosso dalla Commissione Europea (DG REGIO) e dal Comitato europeo delle Regioni.
L’edizione 2025, dal titolo “Shaping tomorrow, together”, si svolgerà a Bruxelles dal 13 al 15 ottobre e sarà seguita da una serie di eventi locali, tra cui quello milanese, per rafforzare il legame tra istituzioni europee e comunità territoriali.

L’incontro di Milano rappresenta un’importante occasione di confronto tra istituzioni, enti locali, realtà economiche e sociali, esperti e rappresentanti delle imprese, con l’obiettivo di approfondire i temi delle politiche di coesione, dei fondi europei diretti, dell’housing e della gestione delle risorse idriche.


Il programma della giornata

I lavori saranno aperti dai saluti di Rinaldo Mario Redaelli, Segretario Generale ANCI Lombardia, Kata Tüttő, Presidente del Comitato Europeo delle Regioni, e Mauro Guerra, Presidente ANCI Lombardia.

Seguirà un dialogo istituzionale con la partecipazione, tra gli altri, di Tommaso Foti, Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, e Raffaele Cattaneo, Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega alle relazioni internazionali ed europee.

Per IFEL, nella sessione dedicata a “Futuro politiche di coesione e fondi diretti”, interverrà Francesco Monaco, Capo Dipartimento Supporto ai Comuni e Politiche europee della Fondazione, che approfondirà il ruolo che si prospetta per i Comuni’, circa accesso e gestione dei fondi europei, nella proposta di riforma del bilancio di lungo termine dell’UE (QFP 2028-2034), formulata a luglio scorso dalla Commissione.

La partecipazione è gratuita previa registrazione obbligatoria


Scarica e leggi il programma completo dell'evento:

 

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È stato finalmente approvato il riparto, atteso da mesi, dei contributi a sostegno delle spese sostenute dai Comuni per l’affidamento dei minori in forza di sentenze dell’Autorità giudiziaria. I Comuni che hanno fatto richiesta sono circa 2.600, per provvedimenti del Giudice riguardanti circa 23mila minori e familiari affidati con una spesa relativa al 2024 pari a ben 460 mln. di euro. Quasi la metà dei casi riguarda provvedimenti emanati prima del 2023, evidenziando il carattere pluriennale di molta parte degli affidamenti.

L’intesa intervenuta presso la Conferenza Stato-città ed autonomie locali dà attuazione per il 2025 al fondo di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2027, istituito con la legge di bilancio 2025 (art. 1, co. 759 e ss.), destinati al sostegno di spese comunali attivate obbligatoriamente per effetto di ordinanze dei giudici.

Il riparto tiene conto, come indicato dalla legge, dell’incidenza della spesa in questione sul totale dei fabbisogni standard relativi ai servizi sociali, accentuando così il sostegno ai Comuni di minor dimensione demografica affidatari di minori.

Per facilitare le variazioni di bilancio e l’utilizzo delle risorse assegnate per l’esercizio finanziario in corso, pubblichiamo l’elenco dei Comuni beneficiari con l’assegnazione prevista per ciascuno.

Riportiamo di seguito il comunicato dell’ANCI:

“Il fondo triennale (2025-2027) da 100 milioni annui con cui il ministero dell’Interno, contribuisce alle spese dei Comuni per assistere i minori allontanati dalla casa familiare con provvedimento dell’autorità giudiziaria, consente di coprire solo il 22% della spesa complessiva sostenuta dai Comuni: il suo stanziamento va incrementato da 100 a 200 mln annui già dal 2026”. Lo ha evidenziato in Conferenza Stato-Città il vicepresidente Anci Roberto Pella, esprimendo il parere favorevole dell’Associazione sullo schema di decreto del ministro dell’Interno che prevede il riparto del fondo per il 2025.

Pella ha ricordato che il fondo “copre meno di un quarto della spesa certificata dai Comuni, pari a circa 460 milioni esponendo a rischio i bilanci dei Comuni in modo significativo. Peraltro, il riparto giunge – ha precisato – con notevole ritardo rispetto ai tempi delineati dalla legge”.

Il vicepresidente Anci ha sottolineato che “gli oneri, pur ingenti, sostenuti dagli altri Comuni risultano significativamente penalizzati, in quanto quasi sempre incidono meno sulla spesa sociale complessiva”. Tale situazione evidenzia che “è troppo esigua la dimensione dello stanziamento annuo, rispetto alla spesa complessiva sostenuta dai Comuni, spesa che – come è noto – è obbligatoria e non programmabile”. Da qui la richiesta Anci di “rafforzare il dispositivo di sostegno con un incremento delle risorse stanziate a copertura del fondo, già dal prossimo anno”.

Pella, nel ringraziare i sottosegretari Ferro e Savino per l’apertura manifestata in questa sede nei confronti della richiesta, sollecita infine la pubblicazione del riparto a cura del Ministero dell’Interno, anche nelle more del perfezionamento del provvedimento.

Pubblicato in: Ifel Informa

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Dal 1 marzo 2023 la sezione materiali non è più aggiornata con i materiali didattici relativi ai percorsi formativi.Tali contenuti sono disponibili:

- all'interno della piattaforma della Scuola IFEL, organizzati in corsi gratuiti aperti a tutti accessibili previa iscrizione
- in libera fruizione sul canale YouTube della Scuola IFEL
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