È stato finalmente approvato il riparto, atteso da mesi, dei contributi a sostegno delle spese sostenute dai Comuni per l’affidamento dei minori in forza di sentenze dell’Autorità giudiziaria. I Comuni che hanno fatto richiesta sono circa 2.600, per provvedimenti del Giudice riguardanti circa 23mila minori e familiari affidati con una spesa relativa al 2024 pari a ben 460 mln. di euro. Quasi la metà dei casi riguarda provvedimenti emanati prima del 2023, evidenziando il carattere pluriennale di molta parte degli affidamenti.
L’intesa intervenuta presso la Conferenza Stato-città ed autonomie locali dà attuazione per il 2025 al fondo di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2027, istituito con la legge di bilancio 2025 (art. 1, co. 759 e ss.), destinati al sostegno di spese comunali attivate obbligatoriamente per effetto di ordinanze dei giudici.
Il riparto tiene conto, come indicato dalla legge, dell’incidenza della spesa in questione sul totale dei fabbisogni standard relativi ai servizi sociali, accentuando così il sostegno ai Comuni di minor dimensione demografica affidatari di minori.
Per facilitare le variazioni di bilancio e l’utilizzo delle risorse assegnate per l’esercizio finanziario in corso, pubblichiamo l’elenco dei Comuni beneficiari con l’assegnazione prevista per ciascuno.
Riportiamo di seguito il comunicato dell’ANCI:
“Il fondo triennale (2025-2027) da 100 milioni annui con cui il ministero dell’Interno, contribuisce alle spese dei Comuni per assistere i minori allontanati dalla casa familiare con provvedimento dell’autorità giudiziaria, consente di coprire solo il 22% della spesa complessiva sostenuta dai Comuni: il suo stanziamento va incrementato da 100 a 200 mln annui già dal 2026”. Lo ha evidenziato in Conferenza Stato-Città il vicepresidente Anci Roberto Pella, esprimendo il parere favorevole dell’Associazione sullo schema di decreto del ministro dell’Interno che prevede il riparto del fondo per il 2025.
Pella ha ricordato che il fondo “copre meno di un quarto della spesa certificata dai Comuni, pari a circa 460 milioni esponendo a rischio i bilanci dei Comuni in modo significativo. Peraltro, il riparto giunge – ha precisato – con notevole ritardo rispetto ai tempi delineati dalla legge”.
Il vicepresidente Anci ha sottolineato che “gli oneri, pur ingenti, sostenuti dagli altri Comuni risultano significativamente penalizzati, in quanto quasi sempre incidono meno sulla spesa sociale complessiva”. Tale situazione evidenzia che “è troppo esigua la dimensione dello stanziamento annuo, rispetto alla spesa complessiva sostenuta dai Comuni, spesa che – come è noto – è obbligatoria e non programmabile”. Da qui la richiesta Anci di “rafforzare il dispositivo di sostegno con un incremento delle risorse stanziate a copertura del fondo, già dal prossimo anno”.
Pella, nel ringraziare i sottosegretari Ferro e Savino per l’apertura manifestata in questa sede nei confronti della richiesta, sollecita infine la pubblicazione del riparto a cura del Ministero dell’Interno, anche nelle more del perfezionamento del provvedimento.












