Ultimo aggiornamento 23.05.2024 - 16:14

Canelli: Il modello di stretta collaborazione tra livelli istituzionali per il socio sanitario è una formula vincente

  • 12 Dic, 2023
Pubblicato in: Ifel Informa
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La Fondazione e Federsanità hanno presentato il Rapporto 2024 sui servizi socio-sanitari dei Comuni italiani. Presente il Ministro della salute Orazio Schillaci.

“Le amministrazioni comunali e le loro strutture sociali, insieme al Servizio Sanitario Nazionale, e grazie anche all’apporto delle diverse espressioni della società civile e del Terzo settore, hanno dato prova di una straordinaria capacità di coordinamento e di governance del territorio. Il modello di stretta collaborazione tra i vari livelli istituzionali che sono intervenuti sul territorio è stato la formula vincente per la gestione dei differenti bisogni espressi dai cittadini in un momento che non ha precedenti nella nostra storia”. Così Alessandro Canelli, Presidente di IFEL, alla presentazione del volume curato da IFEL- Federsanità “Salute e Territorio. I servizi sociosanitari dei Comuni italiani - Rapporto 2024 al Senato (SCARICA IL RAPPORTO).

 I lavori sono stati aperti dalla Presidente di Federsanità Tiziana Frittelli

L’illustrazione del Rapporto è stato a cura di Walter Tortorella della Fondazione IFEL e di Rosanna Di Natale di Federsanità, alla presenza del Ministro della Salute Orazio Schillaci.

“Nell’ultimo decennio – ha spiegato Canelli - nonostante le numerose trasformazioni intervenute che hanno modificato nel profondo la finanza comunale, lo stato di salute dei comuni ha tenuto. Abbiamo assistito a cambiamenti strutturali ma soprattutto alla sottrazione di risorse importanti per i comuni che ha contribuito ad una frammentazione dell’universo degli enti locali in segmenti caratterizzati da condizioni diverse che la crisi pandemica ha messo in evidenza. Per contro, la pandemia, in questi ultimi due anni, ha dimostrato quanto la capacità di fare rete abbia avuto un ruolo determinante nella gestione dell’emergenza. La pandemia ha dimostrato che in passato sono stati commessi errori, come ad esempio puntare solo sulle strutture di eccellenza, dimenticando l’importanza della presenza capillare di presidi sanitari nei territori. È quindi da questi errori che bisogna ripartire offrendo formazione competente a chi deve amministrare e gestire il sistema pubblico. Le risorse del PNRR rappresentano un importante strumento per riorganizzare e restituire a tutte le aree del nostro Paese pari dignità e colmare così il divario digitale e le carenze strutturali del territorio. Siamo convinti che tutti i cittadini debbano godere della stessa qualità dei servizi e della possibilità di accedere alle cure in egual misura. Riteniamo che tra i principali compiti dei nostri sindaci rientri il dovere di fornire risposte adeguate e omogenee alle istanze di salute espresse dal territorio. Ma per raggiungere pienamente questo obiettivo è necessaria una efficace attività multilivello di coordinamento tra primi cittadini, autorità sanitarie locali e Regioni. E anche nelle attività di coordinamento la formazione degli amministratori, dei singoli consiglieri comunali ma anche di tutti i dipendenti pubblici, è fondamentale”.

“Il PNRR – ho proseguito il sindaco di Novara - potrà davvero cambiare molto nella sanità e nel benessere di salute dei comuni in termini di benefici per i cittadini, con misure ed interventi rivolti agli enti locali per adeguarsi nel garantire al meglio servizi di assistenza a domicilio. C’è il tempo per rafforzare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio, partendo dalla digitalizzazione del Sistema Sanitario Nazionale e al rafforzamento della medicina di prossimità con forti alternative alle cure ospedaliere. Ma affinché le risorse provenienti dal Recovery non vadano sprecate e diventino invece una vera opportunità per il Paese, è necessario e fondamentale mettere gli enti locali nelle condizioni di poter effettivamente utilizzare le risorse. Per fare questo, come in sanità, occorre un maggior coinvolgimento a tutti livelli e lavorare sulle risorse umane e sulla loro formazione. La formazione è un momento fondamentale della cura del personale a cui va affiancata una politica accurata di percorsi di crescita e di remunerazione competitiva e il rilancio della formazione dei dipendenti comunali è uno snodo cruciale per la "transizione amministrativa", elemento imprescindibile per il raggiungimento degli obiettivi di crescita economica e di benessere collettivo durante, ma soprattutto, dopo il PNRR”.

Canelli ha, inoltre, ricordato che i blocchi occupazionali (protratti nel tempo) hanno portato ad una riduzione del personale e ad un aumento dell’età media: il 21,2% è prossimo alla pensione e quasi la metà del personale ha oltre 55 anni con conseguenze dirette sull’adeguatezza in termini di qualificazione degli addetti e sulla capacità di sostenere nuovi impegni lavorativi. Infatti, a fronte di un bagaglio di esperienza che va comunque trasferito, l’elevata età media del personale può impattare sulle prestazioni, sulla motivazione, sull’utilizzo di nuove tecnologie e sul trasferimento di know-how. Elementi, questi ultimi, che sono parte caratteristica di tutte le Missioni del PNRR. Alla diffusa carenza di personale nella Pubblica Amministrazione si sta cercando di far fronte con numerosi concorsi che, però, hanno messo in evidenza un grave problema di attrattività del settore pubblico da parte dei giovani. Forse per la prima volta in tanti anni, i posti messi a concorso non riescono ad essere coperti.

“L’assunzione dei giovani – ha precisato il Presidente in chiusura del proprio intervento - è uno dei fattori determinanti per il futuro della Pubblica Amministrazione e per gli enti locali in particolare, ma è necessario tener conto che i giovani che scelgono il lavoro hanno in mente un contesto migliorativo rispetto a quello che trovano. Per l’ingresso dei giovani nella PA non vale più il principio del “posto fisso” ma occorre creare un ambiente sfidante. I comuni, quasi come i pronto soccorso in sanità, sono un fronte aperto e vicino ai cittadini. Occorre, pertanto, avviare una riflessione concreta anche per capire le ragioni che hanno reso (rendono) l’accesso alla Pubblica Amministrazione una scelta di ripiego invece che un impegno entusiasmante laddove si progetta la realtà quotidiana di tutti i cittadini”.

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