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Focus Piano Juncker - Il Fondo europeo per gli investimenti strategici

  • 25 Ago, 2016
Pubblicato in: Fondi Europei e coesione
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Il Fondo europeo per gli investimenti strategici è lo strumento finanziario innovativo che il Piano Juncker ha individuato per promuovere progetti che siano in grado di attrarre gli investitori privati. Si tratta in buona sostanza di una garanzia di 21 miliardi di euro, dei quali 16 miliardi provenienti dal bilancio Ue, utilizzando risorse già allocate, e restanti 5 miliardi dalla Bei.


La cassaforte del piano Juncker

Il Piano Juncker, nell’istituzione del Fondo, lo ha inteso come una sorta di cassaforte da utilizzare a supporto dello sviluppo dei progetti, in particolar modo nei periodi possibilmente caratterizzati da perdite. Si punta, quindi, ad utilizzare risorse finanziarie pubbliche come cuscinetto per assorbire parte delle perdite potenziali di progetti di investimento, facendo sì che tali progetti, in precedenza valutati come troppo rischiosi e non sufficientemente profittevoli, possano diventare convenienti per gli investitori privati perché, appunto, meno rischiosi. Il Feis è parte di una strategia globale volta a superare l’incertezza che circonda l’attività pubblica e privata d’investimento e a ridurre i divari tra i livelli di investimento nell’Unione. La strategia pone le proprie basi su tre assi portanti:

  • mobilitazione di fondi da destinare agli investimenti;
  • capacità degli investimenti di raggiungere l’economia reale;
  • miglioramento del contesto d’investimento nell’Unione.

Una serie di interventi non rinviabili, nei quali trova spazio la collaborazione tra soggetti pubblici e privati per dare corpo ad investimenti di interesse collettivo. Non si tratta però, sia chiaro, di un’operazione di sostituzione. Il Feis non dovrà sostituirsi al finanziamento sul mercato privato o ai prodotti forniti da banche o istituti nazionali di promozione, dovrà rappresentare, però, un valore aggiunto, ergendosi a catalizzatore di finanziamenti privati.

La gestione del Feis

Il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici è uno strumento gestito a due mani tra la Commissione europea e la Banca europea degli investimenti. Il Fondo è dotato di una governance mista di cui fanno parte tre esperti della commissione ed un esperto della banca europea degli investimenti.

Più nel dettaglio la gestione del Fondo è affidata a:

  • Steering Board (comitato direttivo). È l’organo di indirizzo politico del Fondo. Attraverso il suo operato si stabiliscono le linee strategiche di intervento del Feis, l’allocazione degli asset, le policy e le procedure operative.
  • Investment Committee (comitato per gli investimenti). Il ruolo del Comitato per gli Investimenti è quello di esaminare le potenziali operazioni oggetto di investimento del Fondo e di approvare l’erogazione a supporto delle garanzie, senza tener conto della distribuzione geografica degli interventi.
  • Managing Director (direttore generale e vice). Il direttore generale gestisce l’attività corrente del Feis, compone un report quadrimestrale al comitato direttivo con un dettaglio sulle attività del Fondo.

La Bei, entrando nello specifico del programma, ha un ruolo decisivo nella selezione dei progetti, ma anche in relazione alla predisposizione dei criteri, sviluppati all’interno del Comitato direttivo del Feis, che dovranno essere adottati dal comitato per gli investimenti. In questo contesto si ratifica e si propone una maggiore collaborazione tra la Commissione europea e la Bei, una collaborazione che si sviluppa attraverso la creazione dell’European Investment Advisory Hub, un polo di consulenza sugli investimenti che fornisce assistenza tecnica agli investitori istituzionali e privati nell’individuazione di progetti bancabili.

Cassa depositi e prestiti, istituto nazionale di promozione del piano Juncker in Italia

Attraverso l’approvazione dell’articolo 41 della legge di stabilità per il 2016, la Cassa Depositi e Prestiti ha acquisito la qualifica di Istituto Nazionale di Promozione. L’approvazione va incontro al regolamento Ue n. 2015/1017 che disciplina il fondo europeo per gli investimenti strategici ed attribuisce questa qualifica agli organismi che ricevono da uno stato membro dell’Unione un mandato per svolgere attività di sviluppo o di promozione. Il 22 luglio 2015 la Commissione ha comunicato al parlamento e al consiglio europeo che, dei 34 miliardi di euro con cui otto stati (tra cui Francia, Germania e Spagna) sono disponibili ad affiancare il Feis, 8 miliardi li mette a disposizione l’Italia attraverso la Cdp. I finanziamenti messi a disposizione dagli stati membri tramite i loro istituti nazionali di promozione possono essere impiegati per due distinte finalità: accrescere le risorse del Feis oppure finanziare i progetti del Piano Juncker.

La prima operazione lanciata a dicembre 2015 dal Ministero dell’economia riguarda una piattaforma composta da Cassa Depositi e Prestiti, da Sace e Abi, sempre nel quadro del piano Juncker, a sostegno delle piccole e medie imprese, dal peso di un miliardo di euro, divisa in due tronconi principali, 600 milioni nel capitolo dedicato all’innovazione ed altri 400 in quello riservato all’internazionalizzazione.
Cassa depositi e prestiti, poi, è entrata nel Piano Juncker anche per il know how sviluppato negli anni e relativo alla progettazione. Oltre ad un ruolo determinante, dal punto di vista economico, sulla scorta dell’Hub Europeo, Cdp (insieme con Bei) ha istituito una unità centrale di advisory nazionale a supporto dei vari ministeri e delle singole amministrazioni locali nella identificazione, preparazione e sviluppo dei progetti che potrebbero beneficiare del fondo investimenti.


di Rosy Cefalo

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