“Servono un’agenda urbana e delle politiche attuative coerenti – commenta così il Direttore Galeone - un’agenda condivisa tra i diversi livelli di governo, fondata su obiettivi e priorità comuni, dalla quale discendano politiche capaci di integrare con agilità le fonti finanziarie, facendo concorrere programmi nazionali, regionali ed europei alla medesima strategia”. Questi i contenuti del nuovo episodio di IFEL Data sulle politiche urbane e il futuro delle città.
Lo studio parte dall'analisi sviluppata nel volume IFEL “Ricomporre visioni di città. Uno sguardo retrospettivo sulle politiche urbane per le città medie e metropolitane – Edizione 2026” realizzato in collaborazione con l'Associazione Mecenate ’90, si concentra sull’insieme selezionato di politiche, ristretto ad interventi con ricadute dirette sul territorio e sulle infrastrutture. Il flusso di investimenti ha però visto un’accelerazione senza precedenti nel PNRR, che ha concentrato una quota straordinaria di risorse.
“E’ necessario – spiega il Direttore - raccordare i target nazionali ed europei con i dati di contesto delle realtà urbane e con le loro strategie di sviluppo. Infine, è anche indispensabile consentire l’accesso alle risorse non prevalentemente attraverso bandi competitivi, che possono produrre allocazioni subottimali, ma sulla base di analisi condivise dei bisogni e di accordi attuativi; spostare progressivamente il rapporto tra centro e territorio dal finanziamento del singolo progetto al finanziamento di programmi e risultati. Facciamo tesoro dell’esperienza di questi ultimi anni. Valorizziamo le soluzioni che hanno funzionato, affrontiamo le criticità emerse, eliminiamo gli errori. In sintesi, si tratta di passare da una dispendiosa ricomposizione ex post, affidata alla sola capacità dei singoli Comuni, ad un’integrazione ex ante delle politiche, delle risorse e degli strumenti di attuazione”.
Leggi gli articoli integrali del 25 settembre allegato.
“La gestione dell’acqua richiede investimenti e innovazione ma anche amministrazioni preparate e cittadini consapevoli. Il lavoro avviato a Ponza tiene insieme questi elementi e può diventare un riferimento utile per altri territori. La Fondazione continuerà a fare la propria parte, insieme al Comune e all’Università, affinché ciò che viene sperimentato non rimanga un’esperienza isolata”. Così Pierciro Galeone, Direttore di IFEL, nel suo intervento odierno all’International Workshop & Living Lab Water Scarcity Solutions for Sustainable Tourism in the Mediterranean, organizzato nell’ambito del progetto Interreg Euro-MED AQUAMAN a Ponza.
L’iniziativa riunisce istituzioni, enti locali, università, esperti e rappresentanti della società civile per discutere soluzioni alle problematiche legate alla scarsità idrica nelle isole e nelle località costiere sottoposte ad una forte pressione turistica. Il progetto europeo, con respiro in tutto il Mediterraneo, studia il ricorso a fonti non convenzionali, come le acque meteoriche e le acque reflue trattate, e promuove la riduzione dei consumi, delle perdite e il riuso dell’acqua. IFEL, che lavora con il Comune di Ponza e l’Università di Roma Tor Vergata affinché il percorso avviato diventi un riferimento utile per altri territori, partecipa al progetto portando il punto di vista dei Comuni e la conoscenza delle loro esigenze operative. L’obiettivo è tradurre i risultati della ricerca e le opportunità europee in interventi concretamente realizzabili, rafforzando competenze, strumenti e relazioni a disposizione delle amministrazioni.
“IFEL – spiega il Direttore – è impegnata a portare nel progetto il punto di vista dei Comuni e la conoscenza delle difficoltà che incontrano, come carenza di personale specializzato, complessità delle procedure, tempi ristretti, programmazione degli investimenti e rapporto diretto con i cittadini. La nostra finalità è quella di collegare le opportunità europee alle priorità territoriali e alla programmazione ordinaria degli enti, oltre ad aiutare le amministrazioni a tradurre indirizzi, risultati della ricerca e opportunità di finanziamento in interventi concretamente realizzabili. Renderemo il percorso iniziato a Ponza un modello comprensibile e replicabile ad altre isole minori e in tutti i Comuni che affrontano le emergenze idriche, nel rispetto delle differenti dimensioni, infrastrutture e risorse disponibili”.