Come gestire correttamente le scadenze delle fatture in PCC?
Quando una sospensione incide davvero su tempi di pagamento e stock del debito?
Qual è il modo giusto di trattare le note di credito senza generare errori nei dati?
Sono alcune delle domande a cui darà risposta il webinar “L’identificazione del debito commerciale: la gestione delle scadenze, delle sospensioni e delle note di credito e la comunicazione dello stock”, organizzato da IFEL in collaborazione con la Ragioneria Generale dello Stato.
Un appuntamento operativo, rivolto a Comuni ed enti locali, che punta a chiarire dubbi ricorrenti e a fornire indicazioni concrete per l’utilizzo corretto della Piattaforma dei crediti commerciali. Una gestione accurata delle funzionalità – dalla comunicazione delle scadenze alle sospensioni, fino alle note di credito e alla comunicazione dello stock – è infatti decisiva per garantire una rappresentazione attendibile del debito dell’ente e per contribuire alla qualità del monitoraggio nazionale.
All’incontro parteciperanno la RGS e SOGEI, rispettivamente titolare e gestore della PCC: un’occasione per accedere a informazioni dirette, aggiornate e, ove possibile, anche a prime anticipazioni.
A parlarne saranno Gianpiero Zaffi Borgetti, Responsabile Area ICT e Servizi ai Comuni di IFEL, e Gabriele Serafini, Software Analyst di SOGEI.
L'appuntamento è per Venerdì 17 aprile 2026, ore 11:30 – 13:00.
Per iscriverti leggi qui.
È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 15 aprile il decreto del Ministero dell’Interno che regola le dichiarazioni 2026 per l’assegnazione ai Comuni del contributo a supporto delle spese derivanti da sentenze di affidamento obbligatorio dei minori.
Il contributo è stato istituito per il triennio 2025-27 con il comma 764 della legge n. 207 del 2024, per un importo di 100 milioni di euro annui. Per il solo 2026 tale dotazione è stata aumentata a 250 mln. di euro (co. 673 della legge di bilancio 2026).
Si ricorda che la spesa certificata dai Comuni lo scorso anno (con riferimento al 2024) ammontava a circa 450 mln. di euro e il contributo assegnato per il 2025 ha permesso di coprirne in media il 22%, raggiungendo livelli maggiori, fino al 70%, per gli enti con maggior incidenza sulla spesa sociale e generalmente di piccole dimensioni, nel rispetto dei criteri di riparto previsti dalla legge.
Al fine di ottenere il contributo, sono tenuti alla dichiarazione tutti i Comuni che nel 2025 hanno sostenuto - anche attraverso qualsiasi tipo di forma associativa o ente strumentale - spese derivanti da sentenze di affidamento obbligatorio emanate, anche in anni precedenti, dall'Autorità giudiziaria, con riferimento a minori e ad eventuali adulti collegati.
Le spese devono essere riportate, come da istruzioni alla compilazione del modello allegate al DM, distintamente per ciascun provvedimento del Giudice e per ciascun soggetto affidato, con l’indicazione se si tratta di minore o di adulto eventualmente compreso nel provvedimento del giudice minorile.
Le spese possono essere di diverso tipo (affidi familiari, rette di comunità, altri oneri direttamente derivanti della sentenza) e devono essere riportate nel modello messo a disposizione del Ministero dell'Interno con riferimento a: impegni relativi all'esercizio 2025, che costituiranno il principale riferimento per la determinazione del riparto del contributo; pagamenti (provvedimenti di liquidazione), intervenuti nello stesso anno e relativi agli impegni 2025.
Il Comune è l'unico soggetto abilitato alla dichiarazione. Nel caso in cui le spese siano state sostenute da una forma associata o ente strumentale (Unione di Comuni, Comune capofila, ente strumentale delegato), gli impegni e i pagamenti sono quelli che risultano a tale soggetto, con riferimento ai provvedimenti dell'Autorità giudiziaria destinati al Comune dichiarante, come emerge dalla FAQ ora ripubblicata e già resa nota lo scorso anno.
La dichiarazione deve essere presentata:
Il riparto del contributo dovrebbe essere determinato entro la metà del mese di giugno.
Nel corso dell’iter parlamentare della legge di conversione dl cd “Maltempo” (dl n. 25 del 27 febbraio 2026), è stato approvato un emendamento di proroga dei termini di approvazione dei rendiconti 2025.
L’emendamento riformula una richiesta dell’Anci relativa alla proroga di diverse scadenze di natura contabile, accogliendo solo quella relativa al termine del rendiconto fissato al 30 aprile 2026.
Tale termine viene ora prorogato al 31 maggio 2026, per gli enti locali (Comuni, Città metropolitane, Province oltre a Comunità montane ed isolane e Unioni di comuni) “colpiti da eccezionali eventi meteorologici nell’anno 2026, in conseguenza dei quali è stato dichiarato lo stato di emergenza”.
La perimetrazione di dettaglio dei territori colpiti non è però attualmente determinata con riferimento a tutti gli eventi calamitosi intervenuti nel 2026.
In particolare:
Considerato dunque che non è noto l’elenco completo dei Comuni per i quali è stato dichiarato lo Stato di emergenza e pur ricordando che per casi di proroga di termini del Governo per fattispecie analoghe, la stessa veniva estesa a tutti i Comuni delle Regioni interessate, si auspica tuttavia un chiarimento ministeriale per avere certezza dell’ambito di applicazione della norma approvata.