Ultimo aggiornamento 26.05.2026 - 17:58
Amministratore IFEL2

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Qual è il ruolo delle città metropolitane e dei Comuni del Mezzogiorno nelle strategie di sviluppo del paese? E, nell' attuale contesto economico e sociale, quali sono i vincoli e le opportunità per il rilancio delle città del sud?

A questi e ad altri interrogativi si proverà a dare una risposta nel corso dei lavori della prima Conferenza programmatica delle Città del Mezzogiorno in programma a Messina il prossimo 29 maggio a partire dalle ore 11 presso Palazzo Zanca (Salone delle bandiere - Piazza Unione europea).

Ad aprire la giornata saranno il sindaco metropolitano di Messina Renato Accorinti e il sindaco metropolitano di Reggio Calabria e delegato Anci per la politica di coesione territoriale e il Mezzogiorno Giuseppe Falcomatà.
La prima parte dei lavori sarà dedicata al tema dei programmi e del futuro della politica di coesione, alle politiche per le infrastrutture e al piano periferie con gli interventi, tra gli altri, della direttrice dell'Agenzia per la coesione territoriale Maria Ludovica Agrò, della sindaca di Riccia Micaela Fanelli, del capo Gabinetto del ministero delle infrastrutture Mauro Bonaretti e del Segretario generale della presidenza del Consiglio dei ministri Paolo Aquilanti.

La seconda sessione dei lavori vedrà protagonisti i sindaci metropolitani con gli interventi di: Enzo Bianco, sindaco di Catania e presidente del Consiglio nazionale di Anci, Luigi de Magistris sindaco di Napoli e vice presidente Anci, Mario Occhiuto sindaco di Cosenza e delegato Anci all'urbanistica e ai lavori pubblici, Leoluca Orlando sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia e Massimo Zedda sindaco di Cagliari e vice presidente Anci. Interverrà anche la ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione Marianna Madia, a partire dalle ore 15.30, che aprirà la sessione di dibattito "La parola al Governo". Sarà il presidente di Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro a chiudere i lavori della prima Conferenza programmatica delle città del sud.

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Slide e relazione del corso organizzato in collaborazione con ANUTEL il 18 maggio 2017 a Cisterna di Latina - Relatore: Luigi GIORDANO (Esperto in Materia Tributaria - Docente A.N.U.T.E.L.)

Si svolgerà a Roma il prossimo 24 maggio alle ore 15, presso il Piccolo Auditorium Aldo Moro (via di Campo Marzio 24), la Lectio Magistralis dal titolo "Il Welfare di Comunità" tenuta dall'Avv. Giuseppe Guzzetti, Presidente della Fondazione Cariplo.

I moderni sistemi di welfare, in particolare quello italiano, faticano a rispondere in modo adeguato ai cambiamenti della società e a comprendere i relativi bisogni, sempre più multiproblematici e complessi. La crisi economico-finanziaria, inoltre, ha acuito la vulnerabilità delle fasce più deboli della popolazione, generando un impoverimento materiale e di prospettive: basta pensare al fenomeno delle nuove povertà, alla difficile condizione dei bambini, dei giovani, delle donne e degli anziani.

Bisogna sperimentare nuove modalità di intervento che contribuiscano alla realizzazione di un “welfare di comunità”, un modello di politica sociale che garantisca maggiore soggettività e protagonismo alla società civile, aiutandola nella realizzazione di un percorso di auto-organizzazione e di autodeterminazione fondato sui valori comunitari della solidarietà, della coesione sociale e del bene comune.

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- convegni, congressi, seminari, workshop, iniziative di studio, ricerca, convegni, e altre iniziative similari aperte al pubblico, con carattere divulgativo ed esplicite finalità culturali e scientifiche, coerenti con gli ambiti di intervento e gli scopi dell'IFEL;
- eventi per devoluzione di contributi o fondi in beneficenza.

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L’analisi per taglia demografica comunale consente di capire la diffusione dei differenti contratti di lavoro flessibile (Tabelle 1, 2 e 3).
Per tutte le tipologie dimensionali comunali, ad eccezione di quella compresa tra 5.000 e 19.999 abitanti, dove prevale la categoria dei lavori socialmente utili, la forma flessibile maggiormente diffusa è il contratto a tempo determinato.
Nelle realtà comunali con più di 250.000 abitanti si concentra il 19,5% delle unità annue di personale a tempo determinato, pari a 4.196 in valore assoluto. La classe di ampiezza “0-1.999” ha invece il primato rispetto ai contratti di formazione lavoro (52,8%).
Analizzando il personale inquadrato come lavoratore socialmente utile spicca il dato dei comuni compresi nella fascia demografica “5.000-19.999” residenti, in cui circa 1 lavoratore con contratto flessibile su 2 è un LSU, contro un dato medio del 39,3%. In particolare, sia nella fascia “5.000-9.999”, che in quella “10.000-19.999”, ricade oltre il 20% delle unità complessive di LSU. Al contrario, in relazione a tale tipologia contrattuale, nei comuni con più di 60.000 abitanti il dato è significativamente meno rilevante rispetto a quello delle altre classi dimensionali (<10%).

Tabella 1 Il personale con Rapporto di lavoro flessibile, per tipologia contrattuale e classe demografica (valori assoluti), 2014

Fig1 scheda 41


Tabella 2 Il personale con Rapporto di lavoro flessibile, per tipologia contrattuale e classe demografica (percentuale di colonna), 2014

Fig2 scheda 41


Tabella 3 Il personale con Rapporto di lavoro flessibile, per tipologia contrattuale e classe demografica (percentuale di riga), 2014

Fig3 scheda 41


I contratti interinali e di formazione lavoro sono, in genere, strumenti di flessibilità poco diffusi nelle amministrazioni comunali del Paese. Il maggior numero di unità annue di personale che si avvale della formula interinale (357) si registra nei comuni con una popolazione compresa tra i 60 mila ed i 249.999 abitanti e corrisponde al 27,0% del totale dei lavoratori con rapporto flessibile appartenenti a tale categoria contrattuale.

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