Ultimo aggiornamento 26.05.2026 - 17:58
Amministratore IFEL2

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I minori stranieri, nel 2016, rappresentano il 21,2% (Tabella 1) della popolazione non italiana residente nel nostro Paese. La presenza di giovani stranieri che non hanno compiuto il diciottesimo anno di età è più significativa nei comuni di Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e Trentino-Alto Adige, con valori superiori alla media nazionale. Nei comuni laziali e del sud nel complesso si osservano, invece, indici notevolmente inferiori al valore nazionale. In particolare, le realtà locali campane e sarde registrano i valori più contenuti (al di sotto del 17%). Tra i comuni del sud quelli siciliani si registra un valore più elevato di minori stranieri (19,3%).

Tabella 1 - I Minorenni stranieri residenti nei comuni italiani, per regione, 2016

Tabella1 scheda62

Analizzando inoltre la percentuale dei minori stranieri sul totale dei minorenni, valori significativi si registrano nelle regioni dell’Emilia – Romagna (16,7%) e della Lombardia (16,3%), mentre scendono molto al di sotto della media nazionale in Sardegna con il 5,0% e in Campania con il 15,1%.

L’analisi cartografica (Figura 1) mostra come la presenza di minori stranieri si distribuisca su tutto il territorio nazionale, ma è soprattutto nei comuni delle regioni centro-settentrionali (eccetto quelli della fascia alpina), che si rileva un’incidenza dei minori sul totale degli under 18 superiore al dato nazionale. I pochi comuni che non registrano alcuna presenza di minori si trovano principalmente in Valle d’Aosta, al nord del Piemonte e della Lombardia e nell’entroterra sardo.

Figura 1 - I minorenni stranieri nei comuni italiani, 2016

Figura1 scheda62

All'undicesimo Forum Nazionale dei patrimoni pubblici la fondazione IFEL è stata insignita del “Premio Speciale ‘Ivan Cicconi’ – Quindicennale Terotec 2002-2017” indetto per segnalare – tra tutte le “Best Practice” già vincitrici delle passate edizioni – quelle esperienze che più significativamente hanno rappresentato modelli virtuosi di partnership pubblico-privato.
IFEL aveva infatti ricevuto il premio “ordinario” nel 2015 per lo sforzo compiuto a supporto delle iniziative di investimento urbano dei Comuni sia sul piano operativo - attraverso l’intesa operativa con INVIMIT, il progetto “obiettivo patrimonio” - ma anche con la copiosa produzione editoriale – linee guida, ricerche, analisi – e formativa.

Per il Presidente dell’IFEL Guido Castelli “il premio è un riconoscimento non solo a IFEL ma a tutto il sistema Anci che ricordo comprende la Fondazione Patrimonio Comune”. Castelli ha ringraziato Terotec e ForumPA Net per l’impegno di promozione svolto in questi anni.

Nel corso del 2016 i nuovi approcci metodologici e operativi programmati a partire dal 2014 hanno trovato una concreta collocazione nel progetto formativo IFEL. Il Rapporto descrive le attività formative svolte nel corso dell’anno e analizza i target raggiunti, i fabbisogni formativi dei partecipanti e il gradimento circa i percorsi di apprendimento sperimentati.

L’analisi si chiude con la definizione della strategia di IFEL per il 2017 con la quale si intende proseguire il percorso di valorizzazione degli operatori della finanza locale, considerati non solo come “utenti” e fruitori di proposte già confezionate, ma sempre di più come co-produttori dei loro percorsi di accrescimento professionale. Un obiettivo e un percorso realizzabili anche grazie ai nuovi strumenti di supporto alle comunità di apprendimento.

Slide e relazione del corso organizzato in collaborazione con ANUTEL il 24 maggio 2017 ad Aosta - Relatore: Christian AMADEO (Responsabile Servizio Tributi del Comune di Settimo Torinese (TO) - Responsabile Ufficio Stampa - Componente Consiglio di Presidenza e Docente Esclusivo A.N.U.T.E.L.)

La spesa dei comuni italiani si compone per il 79% di spesa corrente, pari a 740 euro pro capite e per il 21% di spese in conto capitale, pari a 193 euro pro capite; di questo 21%, il 18% appartiene agli investimenti,165 euro pro capite. (Figura 1.)

Fig.1 La spesa dei comuni italiani (euro pro capite e valori percentuali), 2015

Fig1scheda61

L’analisi della spesa corrente per classe demografica dei comuni mostra i valori più elevati nelle amministrazioni di grandi dimensioni, dove ammonta a 1.208,4 euro per abitante, mentre il dato della spesa in conto capitale è di 174,6. Sempre in termini di spesa in conto capitale, invece, il livello maggiore, pari a 842,8 euro pro capite, si osserva in corrispondenza degli enti con una popolazione inferiore ai 1.000 abitanti, di cui 695,3 di investimenti.

Considerando la spesa totale, si registra un andamento a campana rovesciata: il dato presenta valori inizialmente decrescenti, raggiunge il livello più contenuto nei comuni con una popolazione compresa tra 10.001 e 20.000 abitanti, e torna a crescere fino al valore massimo registrato nelle amministrazioni con più di 250.000 residenti, dove si attesta sui 1.679,5 euro pro capite.

Tabella 1. La spesa dei comuni italiani (euro pro capite), per classe demografica, 2015

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