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Debiti Pa, si stringe sulle ultime modifiche - Il Sole24 Ore del 29 maggio

  • 29 Mag, 2013
Pubblicato in: Pagamenti
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Relatori e governo provano a chiudere il cerchio sulle ultime (limitate) modifiche al decreto che sblocca poco meno di 40 miliardi di pagamenti della Pubblica amministrazione. La giornata di ieri è servita ai relatori del provvedimento all'esame della commissione Bilancio del Senato - Giorgio Santini del Pd e Antonio D'Alì del Pdl - per un confronto con il governo. L'esecutivo ha aperto ad alcune mirate correzioni.

La rotta probabile per il Dl resta a questo punto un emendamento di sintesi dei relatori frutto delle convergenze tra gruppi parlamentari, evitando in questo modo di passare al voto dei singoli emendamenti (in totale circa 250). Il lavoro in questa direzione potrebbe sbloccarsi oggi, per il conseguente via libera del provvedimento in commissione in giornata o domani. L'obiettivo è l'approdo all'esame dell'Aula del Senato lunedì prossimo, in modo da consentire una terza lettura alla Camera in tempo per la conversione in legge che deve avvenire entro il 7 giugno.
Come detto, dal ministero dell'Economia sono giunte aperture parziali, da attuare comunque in un quadro di compatibilità con i vincoli di bilancio. Relativamente alla "fase 2", quello che si dovrà fare successivamente andando oltre il plafond di 40 miliardi, appare praticabile una modifica che renda più vincolante quanto già previsto, ovvero la relazione del Governo allegata alla Nota di aggiornamento al Def in cui si dovrà dare conto delle ulteriori iniziative per pagare la quota di debiti eccedente quanto già stanziato. In particolare si lavora sul coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti a fronte della garanzia statale sui crediti ceduti alle banche. Lo Stato potrebbe mettere sul piatto 1 miliardo di euro per la garanzia. Con l'obiettivo di "liberare" un ulteriore fetta di 20 miliardi per pagamenti relativi alla spesa corrente. Altro tema sul tavolo è la revisione delle sanzioni che attualmente penalizzano gli enti locali che nel 2012 hanno sforato il patto di stabilità interno per pagare i debiti con le società fornitrici

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