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In cabina di regia, con i conti veri - MF del 16 luglio del 2013

  • 16 Lug, 2013
Pubblicato in: Pagamenti
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Giovedì, tensioni di maggioranza permettendo, si terrà la riunione della Cabina di regia, ma al di là di Imu e Iva, sul tavolo c'è ben altro. Gli ultimi due documenti di Finanza pubblica sono quelli presentati dal governo Monti. C'è innanzitutto la Relazione al Parlamento presentata il 21 marzo scorso sugli effetti derivanti dalla accelerazione dei pagamenti alle imprese dei crediti verso le Pubbliche amministrazioni. Per l'anno in corso, il pil veniva dato in contrazione all'1,3%, (in peggioramento dello 0,6% rispetto alle precedenti previsioni), mentre per il 2014 era stimato un sostanzioso +1,3%.

Nonostante la flessione delle entrate tributarie derivante dal peggioramento del ciclo, e il conseguente trascinamento nel 2014, si registrava una sostanziale compensazione a livello di fabbisogno delle Pubbliche amministrazioni per via dell'andamento riflessivo delle spese per gli interessi sul debito (-5,3 miliardi nel 2013 e -6,5 miliardi nel 2014). In conclusione, l'impatto peggiorativo determinato dall'accelerazione dei pagamenti alle imprese appena concordato con l'Unione europea (pari allo 0,5% del pil), avrebbe portato il fabbisogno al -2,9% del pil nel 2013. Il fabbisogno del 2014 si sarebbe assestato invece al -1,8% del pil, in peggioramento dello 0,3% del pil rispetto alle precedenti previsioni.

Nel Def presentato, sempre dal governo Monti il 10 aprile scorso, queste previsioni sono confermate.A questo punto vanno fatti due aggiornamenti sotto il profilo politico e sotto quello macroeconomico: la questione della eliminazione dell'Imu sulla prima casa e quella dell'aumento dell'aliquota ordinaria dell'Iva rappresentano solo i primi due scogli da affrontare rispetto ad un quadro redatto a legislazione vigente. Non sono considerati, quindi, per quanto riguarda il 2014, tutti gli altri interventi finanziati a termine: dalla proroga dei contratti ai precari delle PA al rifinanziamento della cassa integrazione, dalle missioni militari all'estero all'eventuale rinvio della Tares. Il pil va poi aggiornato rispetto alle previsioni del Def: nel 2013 dovrebbe cadere del -2% (e non del -1,3%), mentre la crescita nel 2014 dovrebbe essere del +0,7% secondo il Fmi (e non del +1,3%) Difficile, parimenti, stimare una riduzione delle spese per gli interessi: la situazione è estremamente fluida, visto che sono aumentati di recente i rendimenti dei titoli americani e giapponesi, così come sono saliti quelli sul debito pubblico francese, cui Ficht ha tolto la Tripla A. Anche il downgrading subìto dall'Italia da parte di Standard & Poor's non lascia ben sperare. C'è da dire, però, che gli ultimi interventi del Governatore della Fed Bernanke, e soprattutto la determinazione con cui il Governatore della Bce Draghi non ha escluso che i tassi di riferimento possano addirittura scendere, hanno raffreddato di molto le tensioni sul mercato. Non c'è solo la questione dell'Imuo quella dell'Iva, perché tra gli effetti della recessione sulle entrate edi provvedimenti da rifinanziare, il totale delle risorse da mettere sul piatto sarà una triste sorpresa per molti. Nel 2014, il rassicurante fabbisogno fornito dal Def del governo Monti, pari appena al -1,8% sul pil e in netto miglioramento rispetto al -2,9% di quest'anno, è scritto praticamente sulla sabbia. Si fonda su ipotesi macroeconomiche ottimistiche edè frutto di una particolare tecnica legislativa e previsionale: alcune spese sono state finanziate solo per la metà dell'anno, mentre le loro proiezioni sono invece redatte «a legislazione vigente» e non «a politiche invariate».

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