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Cipe, risorse per infrastrutture nel Mezzogiorno e piano di interventi per le aree urbane e metropolitane con un alto rischio di dissesto idrogeologico

  • 16 Feb, 2015
Pubblicato in: Investimenti e patrimonio
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Sono stati approvati il 20 febbraio dal Cipe gli interventi di ricostruzione post sismica degli immobili privati distrutti o danneggiati dal terremoto del 6 aprile 2009 nella regione Abruzzo, in base alle somme stanziate dal decreto legge n. 43/2013, dalla legge di stabilità n. 147/2013, dal decreto legge n. 133/2014 e dalla legge di stabilità n. 190/2014, di cui: circa 802,5 milioni di euro per il Comune di L'Aquila, circa 192,2 milioni di euro per gli altri 56 comuni del cratere, circa 131,7 milioni di euro per i comuni fuori del cratere.

Sono stati inoltre assegnati 6,9 milioni di euro per servizi di natura tecnica e assistenza qualificata in favore delle amministrazioni del territorio direttamente coinvolte nelle attività di ricostruzione (gli Uffici speciali) e in favore della struttura di missione. Dopo lo studio delle risorse residue sono stati assegnati, inoltre, 86,3 milioni di euro a copertura di anticipazioni garantite dal commissario delegato per la ricostruzione.

Il Cipe ha preso atto, inoltre, della rimodulazione degli interventi regionali a valere sul FSC 2007-2013, operate da Regione Sicilia, Campania, Basilicata, Puglia e Sardegna, come richiesto dal punto 2.3 della delibera Cipe 21/2014, oltre che della sostituzione di interventi operata dalla Regione Basilicata a valere sul FSC 2007-2013 e della riprogrammazione del Programma attuativo regionale (PAR) della Liguria, a valere sul FSC 2007-2013, ai sensi del punto 2.1 della delibera Cipe n. 41/2012. La delibera 21/2014, che ha definanziato numerosi interventi regionali non appaltati, prevede che la rassegnazione alle Regioni, nell'ambito della programmazione 2014-2020, delle risorse disimpegnate, decurtate del 15%, avvenga a condizione che sia concordato con la presidenza del Consiglio, un dettagliato elenco di progetti cantierabili, per i quali le obbligazioni giuridicamente vincolanti siano assunte entro il 31 dicembre 2015.

Il Comitato interministeriale per la programmazione economica ha anche approvato, in via definitiva, il Piano per il Sulcis, Regione Sardegna a cui vengono destinati complessivamente 127,7 milioni di euro, già assegnati in via programmatica con la delibera Cipe n. 93/2012, a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc) 2007-2013. Di questi, 72 milioni di euro sono destinati ad infrastrutture puntualmente individuate, mentre 55,7 milioni di euro sono destinati ad incentivi, ricerca, opere per la valorizzazione dei luoghi e dotazioni per le competenze, nonché assistenza tecnica. Gli interventi specifici saranno individuati a conclusione di un invito a presentare proposte.

Il Cipe, a valere sul Fondo di sviluppo e coesione 2014-2020, ha assegnato in materia di dissesto idrogeologico, 550 milioni di euro di cui: 450 milioni di euro per un Piano di interventi individuati come prioritari per livello di rischio e tempestivamente cantierabili, relativi alle aree metropolitane e alle aree urbane con un alto livello di popolazione esposta; 100 milioni per finanziare la progettazione e destinati a tal fine al Ministero dell'Ambiente. Il Cipe ha rifinanziato con 250 milioni di euro i Contratti di sviluppo, a valere sulle risorse nazionali del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020.
I contratti favoriscono la realizzazione di interventi di rilevanti dimensioni, proposti da imprese italiane ed estere nel settore industriale, turistico e della tutela ambientale e dovranno essere approvati dal MISE entro il 31 dicembre 2018, a pena di revoca dell'assegnazione.


 

Foto: By Jacopo Werther (Own work) [GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html) or CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons

 

 

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