Ultimo aggiornamento 12.06.2026 - 13:26

Pubblicato il volume “Intelligenza artificiale nei Comuni italiani. Competenze, governance, territori"

  • 11 Giu, 2026
Pubblicato in: Ifel Informa
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Quali sono le condizioni che consentono ai Comuni di adottare l'intelligenza artificiale in modo efficace, responsabile e sostenibile? Quali competenze servono agli enti locali? E quali modelli organizzativi possono accompagnare la trasformazione digitale delle amministrazioni?

A queste domande risponde il volume “Intelligenza artificiale nei Comuni italiani. Competenze, governance, territori. La roadmap di IFEL nel progetto AIPACT”, che raccoglie i risultati dell'esperienza sviluppata da IFEL nell'ambito del progetto AIPACT (Artificial Intelligence for Public Administration Connected), promosso all'interno della rete degli European Digital Innovation Hubs.

La pubblicazione restituisce un quadro articolato dello stato di diffusione dell'intelligenza artificiale nei Comuni italiani e delle principali sfide che gli enti locali si trovano ad affrontare. Il progetto ha coinvolto oltre 300 Comuni attraverso attività di assessment della maturità digitale, ricerca, formazione, laboratori territoriali e sperimentazioni applicative realizzate in Toscana, Liguria, Bergamo e Roma. Tra i risultati più significativi emerge l'indagine nazionale condotta da IFEL, che ha raccolto 664 questionari compilati da dirigenti e funzionari comunali.

La ricerca evidenzia un crescente interesse verso l'intelligenza artificiale, ma anche una distanza ancora marcata tra l'utilizzo individuale degli strumenti e la loro integrazione nei processi amministrativi. Se infatti oltre il 40% dei rispondenti dichiara di utilizzare strumenti di AI generativa nella propria attività quotidiana, solo il 14,5% ne segnala un impiego strutturato all'interno dell'ente. Un fenomeno che il volume definisce come “shadow AI”, ossia l'adozione spontanea di strumenti innovativi da parte del personale, spesso in assenza di linee guida e modelli di governance condivisi.

L'analisi mette inoltre in luce come i principali ostacoli all'adozione dell'AI non siano esclusivamente tecnologici. A pesare sono soprattutto la carenza di competenze specialistiche, le incertezze normative, la qualità dei dati disponibili e la necessità di rafforzare capacità organizzative e leadership del cambiamento. Allo stesso tempo emerge una forte domanda di formazione pratica, orientata alla sperimentazione e alla costruzione di casi d'uso concreti.

Il volume approfondisce anche alcune esperienze territoriali particolarmente significative. In Toscana, il percorso promosso con il supporto di Anci Toscana ha coinvolto 85 Comuni in un programma di formazione-azione che ha consentito ai partecipanti di sviluppare progetti e piani di adozione dell'AI applicabili ai propri contesti amministrativi. A Roma Capitale, la sperimentazione “AI-Visto” ha esplorato l'impiego dell'intelligenza artificiale per supportare i controlli amministrativo-contabili sui progetti PNRR e Giubileo. A Bergamo, invece, il lavoro si è concentrato sulla definizione di una roadmap strategica per la governance dell'AI, mentre l'esperienza della Città Metropolitana di Genova ha evidenziato il ruolo degli enti intermedi nel favorire la diffusione delle competenze e la collaborazione tra amministrazioni.

Dalle attività sviluppate nell'ambito di AIPACT emerge una indicazione chiara: l'intelligenza artificiale può rappresentare un'importante opportunità per migliorare l'efficienza amministrativa e la qualità dei servizi pubblici, ma il suo successo dipende dalla capacità degli enti di dotarsi di competenze adeguate, modelli di governance, regole e percorsi di accompagnamento in grado di trasformare la sperimentazione in innovazione stabile e diffusa.

Scarica il volume qui.

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